Tumori: i monociti nel sangue sono veicoli per il cancro al cervello

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E’ stato scoperto, da un gruppo di ricerca congiunto dell’Università e dell’Azienda ospedaliero universitaria “Santa Maria della misericordia” di Udine, uno dei meccanismi attraverso cui i tumori primari del sistema nervoso centrale sono in grado di eludere il sistema immunitario. Lo studio ha messo in luce il ruolo dei monociti, i globuli bianchi più grandi, nell’indebolimento del sistema immunitario e nella promozione della crescita tumorale. La scoperta apre nuove prospettive sulla possibilità di intervenire con terapie specifiche sui monociti circolanti per ripristinare la corretta attività antitumorale delle cellule del sistema immunitario cerebrale.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista scientifica internazionale “Plos One” ed hanno dimostrato che gli esosomi, minuscole vescicole prodotte dalle cellule staminali tumorali, agiscono sui monociti, che a loro volta stimolano la produzione di molecole capaci di indebolire la risposta immunitaria e di promuovere la crescita tumorale. Attraverso questo sistema le cellule staminali tumorali comunicano con altre cellule del microambiente tumorale facilitando la crescita della neoplasia. I tumori cerebrali primari, cioè quelli che hanno origine nel cervello, ogni anno in Italia colpiscono cinque persone ogni 100 mila e causano il 2% di tutte le morti per cancro. Lo studio, condotto da un team multidisciplinare di Anatomia patologica dell’Ateneo e Neurochirurgia dell’Ospedale, rientra in un progetto di studio della biologia dei tumori del sistema nervoso centrale.