Il 13 marzo 1855 nacque a Boston Percival Lowell, un astronomo statunitense, fondatore (1894) e direttore dell’osservatorio di Flagstaff, in Arizona, noto per lo studio dei pianeti ed in particolare di Marte. Fu proprio in Arizona, dove Lowell si era trasferito, in un luogo ad un’altitudine di oltre 2000 metri, con poche nubi notturne,che ebbe modo di effettuare le sue osservazioni astronomiche. Per quindici anni Lowell studiò accuratamente il pianeta Marte, tracciando complessi disegni delle strutture della superficie, raffigurate come il suo occhio le percepiva.
Lowell contribuì a svelare l’affascinante mistero della presenza di canali su Marte attraverso le sue osservazioni effettuate inizialmente con un telescopio da 45 cm, poi da 60 cm, di diametro. Pubblicò le sue osservazioni in tre libri: Mars (1895), Mars and Its Canals (1906), e Mars As the Abode of Life (1908). In questo modo egli dette origine alla credenza, perdurata poi a lungo, che il pianeta Marte avesse, un tempo, ospitato forme di vita intelligente.
Tuttavia il maggior contributo di Lowell allo studio dei pianeti arrivò durante gli ultimi otto anni della sua vita, interamente dedicati alla ricerca del Pianeta X – l’espressione utilizzata per designare un pianeta al di là di Nettuno. Successivamente, dopo la sua morte, la ricerca proseguì e Plutone fu effettivamente osservato nel 1930, non lontano dalla posizione prevista da Lowell 15 anni prima. Il simbolo astronomico di Plutone è infatti un monogramma stilizzato formato dalle prime due lettere del nome, P ed L, che sono anche le iniziali di Percival Lowell.


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