Il cinghiale diventa segnalatore della presenza di inquinanti radioattivi: si parlerà anche di questo nell’incontro previsto per il 10 marzo, nella sede dell’ Istituto Zooprofilattico di Torino, al quale parteciperanno esperti da tutta Italia. Tema all’ordine del giorno: il cinghiale, l’animale più controverso della fauna. Si parlerà di sicurezza alimentare, della difficile convivenza con le coltivazioni, caccia e aspetti nutrizionali, ma anche del suo ruolo di sentinella dell’ambiente e della salute animale. Secondo i dati a disposizione in Italia ci sono tra 600.000 e 800.000 capi. Per quanto riguarda la caccia, si stima che ogni anno in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta vengano abbattuti circa 25.000 cinghiali.
“Si è consapevoli – spiega la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico, Maria Caramelli – del ruolo del cinghiale come sentinella della salute dell’ambiente e degli animali domestici. Saranno presentati alcuni nostri recenti studi sul possibile utilizzo di cinghiali come segnalatore della presenza di inquinanti radioattivi o come campanello d’allarme per la circolazione di microrganismi importanti per la salute dell’uomo e per la zootecnia moderna. Inoltre, intendiamo approfondire i rischi sanitari legati al consumo crescente di questo tipo di selvaggina”. Per quanto riguarda la caccia, si parlerà della collaborazione tra Istituto Zooprofilattico e mondo venatorio attraverso il Cermas, il Centro di Referenza Nazionale per le Malattie degli Animali Selvatici, che ha sede nella Sezione di Aosta. Dal 2012 sono attivi corsi di formazione per cacciatori e rilasciati circa 500 attestati.


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