Crollo ponte sulla A14, l’ingegnere: “In questi casi non è necessario chiudere il traffico, il sollevamento del troncone è stato di pochi millimetri”

Il sollevamento di un troncone di cavalcavia “ad esempio per la sostituzione degli appoggi, è di pochi millimetri, due-tre, e non richiede la chiusura al traffico, salvo casi in cui vengano ravvisati rischi“. A dirlo è il professor Antonio Occhiuzzi, direttore dell’Istituto per le Tecnologie della costruzione del Consiglio nazionale delle ricerche sul troncone del cavalcavia crollato sulla A14. Il sollevamento, spiega, “sembra sia stato dovuto a un’operazione di routine, come ad esempio la sostituzione degli appoggi, cioe’ dei cuscini su cui il cavalcavia viene fatto accomodare per non farlo poggiare direttamente sui piloni o sulle spalle che lo sostengono. Si tratta di un sollevamento di 2-3 millimetri per sfilare i vecchi appoggi e mettere i nuovi. E’ un’operazione di una ordinarieta’ assoluta, tipicamente decennale, che e’ il tempo in cui questi appoggi vanno sostituiti, e che in genere non richiede la chiusura al traffico. Ma deve essere successo qualcosa di imponderabile”. Occhiuzzi precisa come sia difficile fare ipotesi in assenza di immagini “perche’ non si percepisce la causa a vista della dinamica dell’accaduto“.

Per un’operazione di questo tipo, aggiunge Occhiuzzi ipotizzando appunto la sostituzione degli appoggi, “non è necessario chiudere il cavalcavia al traffico a meno che il direttore dei lavori ravvisi un rischio tale per cui ritenga necessario procedere alla chiusura del cavalcavia, della strada sotto in entrambe le direzioni. In questo caso e’ stata chiusa solo la parte superiore perche’ non forse c’erano motivi per disporre in modo diverso – salvo casi di negligenza”.