La nuova regola per commentare gli articoli: prima è obbligatorio leggerli, altrimenti si attiva il blocco

Il mondo del web, tra i suoi tanti pregi, nasconde anche delle insidie. E chi ha un minimo di dimestichezza con le varie piattaforme social avrà senz’altro letto qualche commento dei cosiddetti “haters”. Chi sono costoro? Sono persone, talvolta celate da un nickname fasullo, che trascorrono le giornate davanti al computer, “on line”, spiando dibattiti o forum altrui, su temi di cui magari non sanno nulla, per poi entrare nella discussione con commenti inappropriati, insulti o teorie complottiste che hanno la finalità di screditare l’articolo, o il post in questione, e chi lo scrive.

Intraprendere una discussione con questi personaggi è spesso inutile: loro ‘conoscono’ infatti le reali motivazioni della questione, e tacciano di impostori tutti coloro che la pensano diversamente. Cosa fare dunque? Molto spesso vengono ignorati, ma la televisione di Stato Norvegese ha trovato una soluzione alternativa: ha infatti elaborato un filtro che, prima di consentire i commenti in diretta su certi temi, esige una risposta ad alcune domande specifiche. Sulla pagina che introduce il filtro sono presenti i due protagonisti del film animalato “Toy Story”, il gigante Buzz Lightyear e lo sceriffo Woody che affermano: “Commenti stupidi ovunque.. ovunque!”

L’idea prevede questo iter: nel momento in cui si decide di commentare, si viene introdotti in una pagina con dei quiz che inizialmente sono tre, due generici ed uno specifico, con un tempo di risposta di circa 15 secondi. Le domande vengono naturalmente preparate dagli stessi autori e riguardano l’argomento del programma o del forum in questione. Se si risponde in modo errato, scattano ulteriori verifiche e il commento può anche essere vietato.

L’obiettivo è quello di verificare che il commentatore di turno sappia di cosa si sta parlando e abbia modo di riflettere un attimo prima di manifestare il suo giudizio. Sistemi analoghi sono anche sperimentati in diversi media americani. Qualcuno parla di censura, qualcun altro di riduzione della libertà di opinione e quindi di espressione sul Web, ma non bisogna cadere del tranello dei moralisti che si fanno portavoce del termine libertà per giustificare le loro azioni incuranti dell’altrui spazio e rispetto. Nel Web la libertà di espressione non è avere la possibilità di criticare senza cognizioni di causa per screditare gli altri, è invece la possibilità di esprimere un concetto con rispetto, educazione e anche con la giusta informazione.