Ferve l’attesa nella diocesi di Carpi per la visita del Papa, domenica prossima. Tra gli appuntamenti di questo viaggio pastorale, la messa la mattina a Carpi e il pomeriggio, a Mirandola, l’incontro con le popolazioni colpite dal terremoto del 2012. “Il desiderio di poterlo incontrare, di potere ascoltare la sua parola e’ enorme presso la popolazione, non solo per la comunita’ ecclesiale ma anche per la comunita’ che si puo’ sentire lontana dall’appartenenza alla Chiesa. I preparativi fervono, il volontariato e’ stato straordinario“, dice alla Radio Vaticana il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, per cui la visita del Papa in questo momento e’ anche una testimonianza di incoraggiamento per il Centro Italia.
“Io credo che uno degli aspetti della visita del Papa voglia proprio essere questo – sottolinea mons. Cavina -: anche un apprezzamento per il cammino che in questi cinque anni e’ stato compiuto sul nostro territorio, ma proprio un segno di speranza offerto alle popolazioni dell’Italia centrale. C’e’ quasi un gridare a questi fratelli che soffrono quello che noi abbiamo sofferto: ‘Sappiate, la ricostruzione e’ possibile’, ‘e’ possibile veramente fare si’ che dalle macerie possa rinascere la vita’. “La distruzione e’ stata forte anche da noi nel terremoto del 2012: abbiamo perso veramente tutto, 42 mila posti di lavoro, le nostre case, le aziende ma in cinque anni sono stati ricuperati tutti i posti di lavoro, le case, le scuole. Cio’ che rimane da ricuperare sono proprio alcuni luoghi identitari della nostra storia e della nostra vita, cioe’ alcuni centri storici e chiese”.


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