Terremoto, Camera: l’aula respinge l’abolizione del Commissario per la ricostruzione dell’Irpinia

Costa 100.000 euro l’anno (il governo invece assicura che lavora a titolo gratuito), nessuno lo conosce ma è da 37 anni che esiste. E’ il commissario straordinario per la ricostruzione dell’Irpinia, colpita dal devastante sisma del 23 novembre 1980, riemerso oggi tra le righe in una delle pagine del decreto sugli interventi per il terremoto nel centro Italia, che la Camera sta esaminando in queste ore. Il M5S aveva tentato di sopprimerlo, con un emendamento presentato dal deputato Carlo Sibilia ma governo e maggioranza si sono opposti e l’emendamento è stato respinto con 29 voti di differenza. Il confronto sul commissario ad acta ha animato il dibattito in aula, fino ad allora piuttosto sonnacchioso e molto burocratico.

“Ancora oggi – è intervenuto Sibilia, illustrando l’emendamento – abbiamo il commissario al terremoto dell’Irpinia. Non sappiamo chi sia, cosa faccia ma il governo e la maggioranza lo hanno prorogato già nel dl Milleproroghe. Prende 100.000 euro l’anno ma non si sa a che titolo e per fare cosa. Con questi soldi ci si potrebbero comprare 4 casette per i terremotati del Centro Italia”. “Sottoscrivo emendamento, ma gli stessi compiti – ha dichiarato Rocco Palese, capogruppo dei Conservatori e Riformisti – non si possono affidare, gratuitamente, al prefetto?”. “Sarebbe il caso di dire – ha commentato la deputata della Lega Nord, Giuseppina Castiello – che ‘un commissario è per sempre’, essendo questa una delle poltrone più longeve d’Italia. Mi piacerebbe conoscerlo questo commissario-fantasma, per chiedergli cosa deve fare ancora a 37 anni dal terremoto”.

“Un commissario straordinario si definisce così perché ha una funzione fuori dell’ordinario ma cosa ha da fare di straordinario questa persona a 37 anni dal terremoto. Non ci meravigliamo se poi l’antipolitica dilaga”, ha ammonito il deputato di Fi, Fabrizio Di Stefano. “Questo commissario – ha spiegato il deputato del Pd, Luigi Famiglietti – la competenza su 70 opere pubbliche che, purtroppo, non sono ancora state completate. Svolge la sua funzione senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato e i 100.000 euro provengono dalle economie che sono state fatte negli appalti riguardanti le spese per la realizzazione di queste opere”. “Da qualunque parte arrivino – ha commentato Angelo Cera (UdC) – questi 100.000 euro sono comunque soldi dello stato. In Italia i carrozzoni nascono e non muoiono mai”.

“Il vero scandalo – ha aggiunto Filiberto Zaratti, deputato di Articolo 1 mdp – non sono i 100.000 ed è giusto che li si voglia ridurre a 30.000 ma il fatto che esista ancora un commissario ad acta. Dietro i commissariamenti si sono spesso nascoste le amministrazioni opache”. Subito prima del voto con cui la maggioranza ha respinto per 213 voti a 184 l’emendamento Sibilia, la sottosegretaria al Mef, Paola De Micheli, ha spiegato perché il commissario continua ad essere prorogato. “Ci sono ancora aperti diversi contenzioni, il più consistente è con il comune di Napoli. Questo incarico è a titolo gratuito, in passato è stato a titolo oneroso. Ora non lo è più. Il commissario – ha concluso la sottosegretaria- non è remunerato”.