“Abbiamo stimato che nella sola zona rossa di Camerino, sono necessari 159 interventi di messa in sicurezza degli edifici a rischio, con puntellamenti e opere provvisionali per un valore complessivo di 6.5 milioni di euro. Ma possiamo fare concretamente molto poco, visto che per i lavori di importo superiore a 40 mila euro e’ necessario indire una gara d appalto. Per questo e’ urgente che questa situazione venga sbloccata, a livello normativo e operativo, altrimenti la ricostruzione non partira’ mai”. E’ l’appello che lancia Gianluca Pasqui, sindaco della cittadina dell’entroterra maceratese gravemente colpita dal terremoto del 30 ottobre 2016 e dove l’intero centro storico è ancora quasi interamente off limits sia per residenti che per gli operatori economici (6200 sfollati e oltre 1600 abitanti negli alberghi della costa).
“I sindaci devono avere le mani libere per poter fare in modo che le loro citta’ escano veramente dall emergenza. Io non voglio dare incarichi diretti per realizzare opere di una certa rilevanza – sostiene Pasqui – ma e’ evidente che dopo 4 mesi e tanti proclami , non si e’ fatto molto per poter cambiare il quadro reale sul campo, e permettere agli amministratori di operare velocemente. Mi dicano se per far partire i lavori piu’ rilevanti o per liberare una strada io debba essere affiancato da un alto funzionario, un tecnico, un esperto o altri ancora, ed io lo faro’. Ma non si puo’ continuare a tenere in stallo questa situazione”. Il sindaco di Camerino ha diviso la ‘zona rossa’ della sua citta’ in 10 aree, affidando l’incarico a 10 tecnici di valutare le condizioni strutturali degli edifici, per poter poi avviare gli interventi necessari ad accelerare la progressiva riapertura al pubblico delle vie e delle piazze cittadine. Numerose attivita’ commerciali sono adesso ospitate temporaneamente presso uno tensostruttura esterna. In corso di realizzazione tre villaggi per casette.


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