Capua presenta il suo libro alla Luiss: mi hanno trasformata in un mostro, “l’ho scritto per mia figlia e per gli italiani”

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“Se questo libro dovesse servire anche solo a una persona in tutta Italia che non dovrà attraversare tutto quello che ho passato io, e quindi si cercherà di fare le cose in maniera diversa, io avrò vinto la mia battaglia”. La virologa di fama internazionale Ilaria Capua ha presentato oggi all’università Luiss il suo ultimo libro “Io, trafficante di virus. Una storia di scienza e di amara giustizia“, nel quale ripercorre la vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta, risolta poi in un proscioglimento. “Ho deciso di scrivere questo libro – ha spiegato Capua, che è anche membro del cda dell’università – innanzitutto per mia figlia che all’epoca aveva dieci anni e che è stata travolta anche lei da questa vicenda. Io ho portato la famiglia negli Stati Uniti, ho ricominciato una vita ed era giusto raccogliere tutta la storia in un momento solo, perché lei potesse capire le difficoltà che abbiamo attraversato e anche questa amara giustizia nella quale sono rimasta intrappolata. Poi l’ho scritto anche per tutte le persone che non hanno voce e sono tante le persone che rimangono impigliate nella lungaggini della giustizia italiana. Quello che è successo a me, di dover rimanere due anni e mezzo con delle accuse gravissime sulle spalle, perchè i reati di cui sono stata accusata erano punibili con l’ergastolo, mi ha fatto soffrire molto“.

La professoressa ha quindi spiegato che l’aspetto che più ha pesato nella sua vicenda è stata “una superficialità nella documentazione: le indagini sono state fatte in maniera un po’ superficiale, hanno sbagliato un virus con un altro, hanno interpretato male delle conversazioni. Poi la stampa ha fatto il resto trasformandomi in un mostro“, ha concluso. Alla presentazione del volume ha partecipato anche il rettore dell’ateneo Paola Severino: “Sento molta vicinanza con Ilaria Capua – ha detto – in questo libro ho trovato molte cose che ci accomunano e che ci fanno vicine. E’ un libro denso di sentimenti, ma la giustizia non ha riparato tutti i torti che ha subito Ilaria: in particolare sulla rivelazione del segreto d’ufficio che è un reato ma non viene considerato tale da nessuno. Il vulnus è qui. Ilaria – ha continuato Severino – è una persona tanto coraggiosa che questa vicenda non la abbatterà. Spero che torni in Italia: il ritorno dei nostri cervelli in Italia è una missione straordinaria nella quale tutti ci dobbiamo impegnare. Facciamo una gara a chi ne riporta di più”. Presente anche l’ex presidente del Consiglio, Mario Monti, già leader di Scelta civica, partito nel quale Ilaria Capua è stata parlamentare: “Non avevo molta fiducia quando nel gennaio 2013 le telefonai per chiederle di candidarsi al Parlamento, non la conoscevo se non di fama. La cosa più sconvolgente – ha detto Monti – è stata che la ragione principale per la quale cercai di attrarre Ilaria Capua è stato il suo atteggiamento preso quando, identificato il virus dell’Aviaria, ha rotto la prassi dell’organizzazione mondiale della sanità e non ha dato in esclusiva collettiva le formule, creando la nuova prassi dell’open science. Pensare che una persona che ha tenuto questo atteggiamento possa essere la stessa persona che ha trafficato in virus è stato già un enorme errore sul piano logico“, ha concluso Monti