Consorzio Montecucco, qualità, ottimismo e successo: nuova promessa del vino toscano

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Il Consorzio Montecucco si caratterizza per qualità, ottimismo, successo, vantando un bilancio molto positivo al termine delle principali fiere di settore. A marzo e aprile 2017 il Consorzio Tutela Vini Montecucco è stato infatti protagonista a ProWein (Düsseldorf, 19/21 marzo 2017) e a Vinitaly, il Salone Internazionale di Verona dedicato al mondo del vino e dei distillati appena concluso (9/13 aprile 2017).

Il Prowein ha un profilo chiaramente più internazionale sull’offerta e richiama soprattutto molti operatori esteri“, ha detto Claudio Carmelo Tipa, presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco. “Feedback particolarmente positivi arrivano dal Nord Europa ma, considerate le numerose visite presso il nostro stand a Düsseldorf – o presso le singole aziende – siamo molto ottimisti anche rispetto ai mercati d’oltreoceano”. “Il Vinitaly comunque rimane il momento commerciale più importante per i produttori italiani e per le nostre realtà consortili – ha proseguito – dove possiamo presentarci al pubblico nazionale ma anche estero, di professionisti o semplici appassionati”.

Nonostante la Denominazione sia piccola e giovane il “Consorzio dell’Amiata” ha attirato un pubblico di operatori di tutto il mondo, soprattutto provenienti da mercati maturi, come gli Stati Uniti, ed ha conquistato anche moltissimi connazionali: i dati del primo quadrimestre del 2017 rivelano una ripresa del mercato interno.

L’estero rimane invece una certezza per il Consorzio: il 60% della produzione di Montecucco DOC e DOCG varca infatti il confine. L’8 maggio il Consorzio volerà a New York e parteciperà ad un evento rivolto esclusivamente alla stampa di settore dove saranno presentati dieci vini di altrettante aziende.

“Il Montecucco nasce dalle uve coltivate con passione nei 7 comuni della denominazione di origine controllata e garantita, la DOCG in vigore da settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. La Denominazione, con le sue 64 aziende associate, punta a uno sviluppo che possa coniugare gli aspetti produttivi con quelli promozionali e turistici del territorio: la zona, altamente vocata alla produzione del Sangiovese, gode di condizioni climatiche estremamente favorevoli, vicino al Mar Tirreno – da cui dista solo pochi km in linea d’aria – e all’ormai spento vulcano Amiata, che con i suoi 1.738 metri di altezza domina tutto il territorio compreso tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Qui si sono succeduti Etruschi, Romani, Longobardi, monaci benedettini, dominio senese e la famiglia dei Medici: una stratificazione storica che ha lasciato tracce indelebili e testimonianze che ancora oggi sono visibili nei borghi, negli stupendi agriturismi e nelle dimore d’epoca, nella produzione di olio e, soprattutto, di vino.”