Dalla genetica all’intelligenza artificiale, fino alle nuove tecniche per riscrivere il Dna, e poi migrazioni, poverta’ e l’accesso all’acqua sempre piu’ difficile: sono alcune delle tante facce del futuro che l’umanita’ si trova ad affrontare, e sul quale rappresentanti del mondo scientifico e di quello religioso hanno deciso di confrontarsi. Il dibattito prende il via domani a Roma, nella due giorni del convegno sul futuro dell’umanita’ organizzato dalla rivista The Lancet, con Istituto ‘Mario Negri’, Universita’ di Milano, Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), Pontificio Consiglio della Cultura e Universita’ Cattolica. “Molti pensano ormai che quanto e’ successo negli ultimi 80.000 anni della storia dell’uomo non sia nulla rispetto a quello che potrebbe accadere nei prossimi secoli“, ha osservato Giuseppe Remuzzi, dell’Istituto ‘Mario Negri’, che presiede il convegno con il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
“L’editing genetico e l’intelligenza artificiale – ha aggiunto Remuzzi – potrebbero diventare qualcosa di difficile da controllare, cosi’ come i problemi legati alla carenza di acqua, alle migrazioni e alla poverta'”. Promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini, il convegno e’, per Remuzzi, “un modo per prepararsi a un futuro che sta cominciando adesso. Vogliamo mettere in campo le forze intellettuali piu’ grandi del pianeta, e in quest’ottica pensiamo a un confronto fra scienza e religione, unite dal comune interesse del futuro dell’umanita'”. L’obiettivo, ha aggiunto, e’ “collaborare per cominciare ad aprire un dialogo”. Clima, ambiente e inquinamento e’ il tema che inaugura il convegno, al quale partecipano i Nobel Mario Capecchi, dell’Universita’ di Salt Lake City, ed Eric Chivian, di Harvard. Migrazioni e discriminazioni sociali sono gli altri temi del dibattito, insieme a intelligenza artificiale, medicina del futuro e nuovi farmaci, neuroscienze ed etica, biologia sintetica.


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