Grosseto: storie di lupi, allevatori non in regola e bracconieri

MeteoWeb

La questione del lupo ucciso e scuoiato probabilmente dai bracconieri (ma su questo cosi come sulle motivazioni lasciamo che i carabinieri forestali di Grosseto facciano il loro lavoro,come egregiamente lo stanno facendo in queste ore) apre una nuova seria riflessione sulla realtà in cui è maturata. In questa zona – spiega in una nota Lorenzo Croce, presidente nazionale AIDAA – ci sono è vero circa una ventina di branchi di lupi, ma a parte un attacco lo scorso anno ultimamente in lupi erano rimasti nelle loro zone senza infastidire pastori e allevatori di pecore e bestiame quindi questo gesto difficilmente potrebbe essere inserito in un contesto di vendetta per gli assalti dei lupi alle greggi (che non ci sono stati) ma rappresenta più probabilmente una provocazione che i responsabili una volta individuati dovranno spiegare in maniera molto, ma molto chiara. Noi non vogliamo gettare la croce addosso a nessuno, ma sicuramente l’esasperante vicenda del piano lupo che al momento non è ancora stato approvato dalla conferenza stato regioni, nel quale per volontà di un ministro dell’ambiente amico dei cacciatori (vedi il caso dell’orsa Daniza in trentino) che di nome fa GALLETTI era stata inserita la clausola dell’abbattimento dei lupi e in prospettiva dei lupoidi (ibridi cane-lupo) poi per fortuna tolta dopo la rivolta non solo degli animalisti ma di buona parte della popolazione, questa esasperazione voluta dal ministro dell’ ANTIAMBIENTE Galletti ha portato poi forse qualche bracconiere al gesto inconsulto. Ma il problema sul quale voglio focalizzarmi – prosegue Croce – è la situazione di assoluta irregolarità e lassismo in cui si trovano il 70% dei pastori e degli allevatori di pecore toscani che non sono in regola con le normative del piano lupo in vigore che risale a qualche anno fa, in quanti quasi tutti non hanno le recinzioni a norma per il ricovero notturno delle pecore e ben il 27% non h il cane pastore. MENTRE IL 65% dei cani abbandonati in centro Italia con particolare riferimento alle zone della transumanza e dell’allevamento ovino e caprino sono cucciolate di maremmani abbandonati dagli stessi pastori ovviamente non sterlizzati che in qualche caso si accoppiano anche con i lupi. Ed ovviamente su queste situazioni COLDIRETTI e le altre associazioni di categoria tacciono, anzi fanno orecchie da mercante quando gli si chiede di mettersi in regola. Infine ci sono i cacciatori e i bracconieri che per noi sono la stessa cosa: assassini di animali, dal nostro punto di vista la caccia andrebbe abolita ed il bracconaggio punito con i lavori forzati. Ma questa è un altra storia.