Hotel Rigopiano, il procuratore: “L’indagine mi porta su quelle sei persone”

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“Se tra gli indagati non compaiono persone fisiche, dipendenti o rappresentanti della Prefettura o della Regione Abruzzo, la spiegazione e’ che allo stato delle indagini non abbiamo individuato condotte di singole persone fisiche che sembrano penalmente rilevanti in relazione alle ipotesi di reato di cui oggi parliamo, cioe’ omicidio colposo e lesioni colpose”. Lo ha detto il procuratore aggiunto della Repubblica di Pescara, Cristina Tedeschini, in merito all’inchiesta relativa alla tragedia dell’Hotel Rigopiano in cui il 18 gennaio scorso hanno perso la vita 29 persone. Nella vicenda sono indagate sei persone.

“La procura – ha aggiunto – non fa il processo agli enti, ma fa le indagini sui comportamenti di persone fisiche. Quando si chiede dove sono la Regione o la Prefettura, sono questioni che chiamano in causa riflessioni diverse dalle nostre. I piani di valutazione sono tanti e il mio piano di valutazione e’ quello del penale, io non faccio responsabilita’ civile, non faccio responsabilita’ disciplinari e soprattutto non faccio responsabilita’ politica”. In particolare, relativamente al comportamento della Prefettura, ha detto: “La mia indagine non mi ha portato li’. La mia indagine, che verte sulla ricostruzione dei fatti, sul capire chi doveva fare che cosa, chi stava dove e chi sapeva cosa, oggi mi porta su quelle sei persone fisiche”.