Il caffè del Venerdì: continua l’incubo terremo in Centro Italia, ma la ripresa?

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Ieri una nuova serie di scosse di terremoto hanno colpito il Centro Italia: tre, in particolare, si sono verificate nel giro di pochi minuti con epicentro a Visso, generando non poca paura tra i cittadini delle zone limitrofe. Si tratta di una zona duramente provata da una sequenza sismica senza precedenti.

Al terremoto, è seguito il progetto di ricostruzione. Una fase che prosegue tutt’ora. Negli ultimi tempi sono inoltre molte le campagne di promozione del turismo nelle zone colpite. La paura ha infatti colpito il settore, generando un calo di presenze esponenziale: a pagarne il prezzo non solo i territori devastati, ma anche quelli non direttamente coinvolti, colpevoli di condividere la stessa Regione con i loro vicini più sfortunati.

La questione andrebbe affrontata ad ampio raggio: informazione, comunicazione, campagne pubblicitarie e investimenti potrebbero migliorare la situazione. Ma sarebbe davvero sufficiente? Come mai il Giappone, zona fortemente sismica, non ha un problema analogo? Il problema sono davvero le scosse, sulle quali l’uomo non ha alcun potere né, al momento, controllo? E quanto valore ha invece la risposta dell’uomo ad esse, la sua preparazione, la sua capacità di affrontarle senza rischiare vite umane e distruzione?

Una meravigliosa zona che, pur essendo sismica, si mostra preparata, con strutture adeguate, nella quale la consapevolezza della propria situazione è gestita con professionalità, competenza e celerità, non spaventerebbe alcun turista. Ma in una zona sismica nella quale, ad 8 mesi dalla prima scossa, ancora molti cittadini devono ricevere le loro casette (Sae) e vedono la ricostruzione come un miraggio lontano, il vero problema non è il turismo, ma l’affidabilità delle istituzioni. Il turismo riprenderà il suo corso, e le splendide località distrutte rinasceranno, ma in quanto tempo? E a quale prezzo per i cittadini?