Naufragio Norman Atlantic, la difesa: “L’armatore vietò di imbarcare mezzi frigo in numero superiori a quello consentito”

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L’armatore diffidò i noleggiatori dall’imbarcare mezzi frigo in numero superiore a quello consentito e diede sul punto specifiche istruzioni al comandante”. E’ quanto precisano in una nota i difensori di Carlo Visentini e della societa’ Visemar di Navigazione Srl, indagati nel procedimento sul naufragio della Norman Atlantic, avvenuto nel dicembre 2014 a costato la vita a 11 persone.

Nell’incidente probatorio che si e’ celebrato nei giorni scorsi nell’aula bunker di Bitonto, la Procura ha dato infatti lettura del contenuto di una corrispondenza mail fra armatore, noleggiatore e comandante, dalla quale sarebbe emersa la segnalazione da parte del comandante della presenza di piu’ mezzi frigo rispetto alle prese di corrente disponibili tanto da essere costretti a viaggiare tenendo accesi i motori delle celle refrigeranti. Potrebbe essere stata questa, secondo gli inquirenti baresi, la causa dell’incendio scoppiato a bordo che poi provoco’ il naufragio. “L’armatore – spiegano nella nota gli avvocati Filiberto Palumbo, Aldo Mordiglia, Pietro Palandri e Gaetano Castellaneta – ha categoricamente invitato il noleggiatore a evitare situazioni di questo tipo, anche indicando le fonti normative che vietano l’accensione a bordo di generatori e, comunque, la produzione di energia elettrica diversa da quella fornita dalla nave”.