Salute: sviluppare sistemi di visione artificiale sarà più semplice, ecco perché

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Il futuro sorride alla visione artificiale: sarà infatti più semplice sviluppare le tecnologie per i sistemi di visione artificiale. Per tale scopo ci si servirà della similitudine tra i meccanismi biologici che consentono al nostro cervello di riconoscere cose e persone attraverso la vista e quelli usati dai roditori. Sfruttando questa analogia tali modelli potranno quindi essere studiati più agevolmente in laboratorio.

Lo hanno scoperto i ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Rovereto, attraverso uno studio pubblicato sulla rivista eLife. ‘‘Gli esseri umani riescono a riconoscere un viso o un oggetto in poche decine di millisecondi, nonostante questi possano apparire sulla retina in un numero infinito di modi diversi a causa di variazioni di luminosità, dimensione, orientamento e posizione nel campo visivo”, spiega Davide Zoccolan, direttore del laboratorio di neuroscienze visive della Sissa.

”Questa capacita’, nota come riconoscimento visivo invariante, e’ una delle proprieta’ fondamentali della visione di alto livello ed e’ dovuta all’elaborazione progressiva del segnale visivo attraverso una specifica sequenza di aree visive corticali. Con questo lavoro abbiamo dimostrato l’esistenza di un processo di elaborazione simile nei roditori, presupposto fondamentale per studiare i circuiti neuronali sottostanti facendo uso di un ampio spettro di tecniche sperimentali gia’ d’impiego in questi animali”. I ricercatori hanno osservato che spostandosi dall’area piu’ esterna della corteccia cerebrale dei roditori a quella piu’ profonda si perde l’informazione relativa alla luminosità e al contrasto, mentre il segnale diventa sempre piu’ invariante per trasformazioni del singolo oggetto e sempre piu’ discriminante dell’identita’ degli oggetti, proprio come nei primati. ”Un risultato importante – commenta Zoccolan – che apre nuove strade per lo studio della visione di alto livello e del suo sviluppo, cosi’ come per l’evoluzione dei sistemi di visione artificiale”.