Scale mobili: meglio camminare o stare fermi? Ecco l’inaspettata risposta della scienza

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Una vecchia leggenda narra che gli italiani stiano fermi sulle scale mobili, mentre gli stranieri abbiano l’abitudine di muoversi. Ebbene, la scienza dà ragione a noi italiani. Riguardo le scale mobili è infatti meglio non camminare, in quanto lavorano meglio e in maniera più efficiente e sicura se tutti stanno fermi. Lo rivelano gli esperti, ribaltando una convinzione figlia della frenesia dell’era moderna secondo la quale solo pigri e fannulloni non assecondano il movimento del trasportatore, restando fermi sui gradini e spesso intralciando chi ha fretta in metropolitana, in aeroporto o in un centro commerciale.

La regola non scritta, ispirata al modello stradale, vuole che la parte destra della rampa sia riservata a chi non si muove e quella sinistra a chi cammina. In realtà le norme di sicurezza in genere impongono stare fermi. Già nel 2011 una ricerca dell’università di Greenwich aveva evidenziato che in media il 75% dei passeggeri sta fermo sulla scala mobile e solo il 25% cammina. Adesso un esperimento ha dimostrato che se non si cammina, la scala mobile viene utilizzata in maniera più efficiente. Il test è stato eseguito a novembre, per tre settimane, alla stazione della metropolitana Holborn di Londra, dove le scale mobili accumulano 56 milioni di passaggi all’anno.

Armati di megafono, gli addetti del comune e della metropolitana chiedevano ai passeggeri di stare fermi e tenersi le mani in coppia, per scoraggiare l’affollamento della corsia a piedi. Si è quindi osservato che, se stanno tutti fermi, la scala consente a 31,25 persone in più ogni minuto di salire (112,745 persone al minuto contro 81,25). Una scala mobile, che normalmente trasportava 12.745 persone nell’ora di punta tra le 08,30 e le 9,30 di mattina in una settimana di normale utilizzo, è riuscita a spostarne 16.220 grazie all’obbligo a rimanere fermo.

Si tratta di un approccio, quello di chiedere di non camminare sulla scala mobile, che richiede un sacrificio inconsueto per le masse: rimandare una gratificazione personale nell’interesse di un bene comune. L’abitudine, coltivata in anni di rincorse a treni e appuntamenti da non mancare, sembra difficile da sradicare. Michael Kinsey, un ingegnere tra gli autori dello studio del 2011, sostiene che probabilmente non vale la pena cercare di convincere gli utenti di scale mobili per tratti brevi; cosa diversa per quelle piu’ lunghe, dove pero’ spesso chi sale lo fa per aumentare il dispendio energetico.

E allora -conclude- se il principale obiettivo e’ aumentare la capacita’ della scala mobile, si dovrebbe chiedere alle persone di entrambe le file di camminare”. Alcune città come Tokyo e Hong Kong, fa notare il New York Times, che dedica un lungo articolo al dilemma, hanno valutato per anni iniziative per ridurre il numero di persone che camminano sulle scale mobili, iniziative adottate spesso semplicemente per ragioni di sicurezza. Ma come fa notare un ingegnere specializzato nei trasporti, Peter Kauffmann, far rispettare qualsiasi tipo di norma riguardanti i pedoni e’ difficile, anche perche’ si tratta di regole che dovrebbero essere variabili: quando non c’e’ congestione, ovviamente conviene camminare. E anche perché chi cammina sulle scale mobili, lo fa sospinto anche da una sorta di motivazione emozionale: se si e’ di fretta, non rassicura camminare, su una scala in movimento, per avere l’idea che cosi’ non si perde il treno?