“Cinquant’anni fa, il 26 aprile 1967, veniva lanciato in orbita il San Marco 2, primo satellite italiano a partire da una base realizzata dal nostro Paese, quella di Malindi. Gli uomini guidati da Luigi Broglio erano pionieri e pionieri lo siamo ancora oggi.” Sono le parole di Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), intervenuto all’evento ‘L’Italia dal Progetto San Marco alla Space Economy’, organizzato dall’Università Sapienza di Roma.
Qualche settimana fa Avio “e’ stata quotata in Borsa. È la prima ditta privata che entra in Borsa per vendere razzi”, ha ricordato Battiston. “Grazie a 50 anni di attivita’ pionieristica abbiamo raggiunto risultati cosi’ importanti”, prosegue, come quello “della vendita di 18 moduli Cygnus“, realizzati da Thales Alenia Space e destinati a rifornire la Stazione spaziale internazionale. “Stiamo costruendo su una base lungimirante il futuro dell’Italia nello SPAZIO, pronti ad affrontare le sfide della Space Economy”, precisa. Oggi l’Europa “cosi’ come ha beneficiato dell’euro, ha le infrastrutture spaziali come elementi unificanti”, prosegue Battiston. Questo “la proietta nel contesto internazionale grazie anche alla Space Diplomacy. In questo senso e’ Galileo uno strumento molto importante: finora abbiamo in orbita 18 satelliti, tra 3 o 4 anni la costellazione” del sistema di navigazione europeo “sara’ completa”, conclude, rendendo l’Europa ancora piu’ competitiva.


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