Terremoto, i Sindaci: “Il sisma fu eccezionale, il decreto legge lo sia altrettanto”

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Per rispondere ad un evento eccezionale come il terremoto che ha colpito molti Comuni del Centro Italia tra fine agosto e gennaio, “serve un provvedimento altrettanto eccezionale”. Lo afferma Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo, in una conferenza organizzata da Forza Italia al Senato per fare il punto sul dl terremoto che oggi approda a Palazzo Madama. Occasione che ha riunito vari sindaci dei Comuni colpiti. “Se continua così- avverte Brucchi- non sapremo più dare i servizi essenziali ai cittadini“. Il primo cittadino di Teramo lamenta una burocrazia che lo fa restare “sempre col cerino in mano. Da noi non e’ partita nemmeno l’emergenza in fin dei conti, ho ancora 2mila verifiche da fare, abbiamo bisogno di tutto, le risorse allocate sono poche. Mi dicono che saranno aumentate ma non mi fido, se necessario torneremo con tutti i sindaci a Roma a protestare”.

Guido Castelli, sindaco di Ascoli, parla di “troppa improvvisazione, sembra che il sistema sia disarticolato. Come sindaci dobbiamo fare argine alla rabbia e al disorientamento dei cittadini, ci fa male dover alzare la voce ma siamo nella condizione di doverlo fare. Il primo decreto era stato ipercentralizzato e cantoniano“, mentre il secondo esaltava “il protagonismo delle regioni. Questa non e’ polemica politica, ma e’ la vita di un pezzo d’Italia”. Il sindaco di Antrodoco e coordinatore provinciale di Forza Italia, Sandro Grassi, si dice preoccupato per i bilanci “che non riusciamo piu’ a chiudere a causa della sospensione delle tasse. Senza questo introito si fa dura”. Piu’ semplice la situazione a Norcia, per bocca del primo cittadino Nicola Alemanno. “Rappresentiamo una parentesi con qualche virtuosismo in piu’ rispetto a miei colleghi- ammette- da noi le cose fortunatamente vanno un po’ meglio. Ma il tema centrale, quello da dove nascono tutti i problemi rimane. Questo Paese continua a non avere un testo unico sull’emergenza”.