Terremoto L’Aquila, Cialente: “Sui terremoti non si possono fare improvvisazioni”

“Come si fa ad affrontare gli ultimi terremoti senza fare tesoro dei precedenti? Per questo Paese ogni volta è la prima volta, ci si improvvisa come se non fosse mai accaduto prima”. Lo dice il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, in merito ai terremoti del centro Italia a otto anni dal sisma che il 6 aprile 2009 distrusse il capoluogo della regione, ricorrenza che per lui sara’ l’ultima con la fascia tricolore indosso dopo aver trascorso dieci anni alla guida della città. “Lascio in eredità un progetto di città esaltante. Anche se provo un dolore estremo nel non veder realizzate le scuole, o il Masterplan di piazza d’Armi, o a vedere ancora i binari della mai realizzata metropolitana di superficie“, afferma.

Nella gestione del post-terremoto aquilano, Cialente crede che “nella tempesta mi vada riconosciuto di aver litigato con tutti, pure con l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, cui riconsegnai la fascia tricolore, fino a farmi minacciare di essere arrestato al ministero dell’Economia per ben due volte. Ho fatto una battaglia molte volte in solitaria, ma oggi senza la somma di 1,2 miliardi di euro giunti dopo che ho fatto ammainare le bandiere tricolore dagli uffici pubblici per protesta, dove saremmo?“. Secondo il primo cittadino, che terminerà il suo mandato a giugno, “oggi L’Aquila non si trova in una crisi di lavoro maggiore rispetto ad altre citta’. Ultimamente ho ricevuto critiche da chi, pero’, sceglie ditte esterne per i lavori – afferma ancora Cialente – e se si sceglie chi e’ di fuori, cioe’ chi non e’ aquilano, i soldi vanno a chi e’ di fuori”.

Infine il centro Italia: “Per questo Paese ogni volta – dice Cialente – e’ la prima volta, ci si improvvisa come se non fosse mai accaduto prima. Ogni aspetto e’ legato a chi capita in quel momento storico, agli interessi locali. Bisogna dire senza se e senza ma che manca la classe dirigente in Italia”. “Leggo di 4mila sfollati abbandonati a se stessi. Un dramma, ma per il nostro terremoto erano molti, molti di piu’ – ricorda – e nel giro di pochi mesi erano tutti sistemati. Oggi, pero’, l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Usrc), non ha gli stipendi. Non ci ha pensato nessuno?”.