Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha partecipato stamani alla presentazione da parte di Legambiente del rapporto l’ABiCi sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilita’ nelle citta’, realizzato da Legambiente con Velolove e Grab+ e presentato dalla presidente Rossella Muroni, a cui ha partecipato Matteo Ricci sindaco di Pesaro e vicepresidente Anci. Il ministro ha riconosciuto che anche “la bicicletta come sistema economico” genera ritorni diretti e indiretti, dal turismo all’industria alla salute dei cittadini.
Il ministro ha ricordato i passi compiuti dal governo per le infrastrutture nazionali di ciclabilita’: “Due anni fa non c’era niente, oggi abbiamo 10 progetti per ciclovie nazionali finanziati”. “Abbiamo promosso una operazione culturale importante – ha detto Delrio – portare in consiglio dei ministri la decisione che le ciclovie nazionali hanno pari dignita’ rispetto alle altre infrastrutture, come autostrade e alta velocita’. Con il Governo Renzi e ora il Governo Gentiloni questa scelta e’ una realta’ ed e’ stato un salto culturale enorme per il Paese, se si pensa che veniamo dalla logica delle Grandi opere e della Legge obiettivo. Nelle due leggi di stabilita’ 2016 e 2017 e, con l’allegato del Mit al Def 2017, che anticipa il nuovo piano generale dei trasporti – ha continuato Delrio – insieme alle altre strategie e opere prioritarie, ci sono le ciclovie e la ciclabilita’. Un cambio di cultura che coglie una sensibilita’ gia’ matura nei cittadini e negli enti locali per l’investimento nella ciclabilita'”.
In collaborazione con le associazioni e con i territori, sono stati identificati i percorsi con maggiore attrattiva, diversi dei quali gia’ in avanzato stato di definizione, come il Grab, l’anello intorno al Lago Maggiore, la Vento lungo il Po, delineando una rete di ciclovie con grandi ambizioni nazionali. “Due anni fa non c’era nulla, oggi ci sono 10 progetti di ciclovie nazionali finanziati, con 370 milioni a disposizione e che, con il cofinanziamento delle Regioni, possono arrivare a oltre 700 milioni”. Si tratta delle ciclovie Vento, del Sole, Grab, Acquedotto pugliese, del Garda, Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia, Sarda, Magna Grecia (Basilicata, Calabria, Sicilia), Tirrenica, Adriatica. Le prime quattro previste nella Stabilita’ 2016, le successive nella manovra della Stabilita’ 2017.”Un altro aspetto molto importante e’ il cambiamento nelle citta’. – ha continuato il ministro – Non basta dire che si disegnano delle strisce per terra per rendere ciclabile una citta’. Occorre avere un’idea complessiva, un piano delle direttrici principali tutte fruibili. Dobbiamo essere molto decisi e determinati nel dire che dentro le citta’ c’e’ una gerarchia. Oggi c’e’ una gerarchia inversa: ancora oggi, E Roma ne e’ la dimostrazione, le auto comandano e gli altri si adattano. Nelle nostre citta’ va invertita completamente la gerarchia: priorita’ a pedoni e ciclisti, e gli altri invece devono esser in secondo piano. Questo significa provare a tenere insieme la ciclabilita’ con le scelte sul trasporto pubblico e dell’accessibilita’ alle citta’. E anche su questo stiamo promuovendo una rivoluzione, con il finanziamento alle metropolitane e tranvie, e con il rinnovo dei mezzi rotabili. E i sindaci che redigono i Piani urbani della mobilita’, pensando alle proprie citta’ come a organismi vivi, che hanno bisogno di cura e manutenzione, avranno piu’ risorse”.


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