La tecnologia può giovare al clima. Lo afferma uno studio dell’Università di Cambridge a cui ha preso parte anche l’Università Bocconi. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Energy, identifica le tecnologie energetiche che possono essere “buone scommesse”, utili e dilettevoli anche per l’economia grazie alla riduzione dei costi energetici. Investire in nuovi modi di immagazzinare l’elettricità o di catturare la CO2 presente nell’aria per seppellirla nel sottosuolo dovrebbe infatti rappresentare una priorità per limitare il cambiamento climatico, intento di tutti i Governi che vogliono rispettare l’accordo di Parigi sul clima nonostante i budget sempre più ridotti.
Tra gli ambiti più proficui sono indicati i sistemi per lo stoccaggio dell’energia elettrica prodotta dalle rinnovabili come l’eolico e il fotovoltaico. “L’immagazzinamento – spiegano – consentirebbe infatti di aumentare l’integrazione delle fonti pulite nelle reti energetiche, risolvendo il problema della discontinuità di pannelli solari e pale eoliche nella produzione elettrica. Caldeggiati dagli esperti anche i sistemi per la rimozione della CO2 dall’atmosfera, che permetterebbero di continuare a usare il carbone mentre vengono sviluppate alternative”, oltre agli investimenti nello sviluppo dell’energia solare e delle batterie per auto elettriche.
“Il cambiamento climatico è un problema enorme, ma alcuni governi sono preoccupati dal fatto che il costo per affrontarlo sarà la competitività economica”, afferma Valentina Bossetti della Bocconi, coautrice dello studio. “Investire in tecnologie all’avanguardia che possono ridurre in modo efficace ed economico il prezzo pagato per le attuali tecnologie energetiche in termini di salute e ambiente, e allo stesso tempo aiutare l’economia abbassando i costi elettrici, e’ una situazione win-win”.


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