Musei, Mibact: “Con la riforma Franceschini +7 milioni di presenze”

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“La riforma Franceschini ha costituito una vera e propria rivoluzione del sistema museale italiano. I musei hanno conosciuto un forte innovazione gestionale e tariffaria, da semplici uffici delle Soprintendenze sono diventati istituti dotati di autonomia amministrativa e scientifica, nel caso dei più importanti, con direttori selezionati attraverso un bando internazionale”. Lo sottolinea il ministero dei Beni Culturali, dopo la sentenza del Tar che ha bocciato alcune di queste nomine. Che avevano portato però, tiene a precisare il ministero, risultati “straordinariamente positivi”: il periodo successivo alla riforma ha infatti visto incrementare il numero di visitatori, sia quelli a pagamento che quelli gratuiti, e gli incassi dei principali musei e parchi archeologici statali.

Dal 2013 al 2016 è di oltre 7 milioni la crescita del numero dei visitatori – che sono passati da 38,5 milioni a 45,5 milioni (+18%) – mentre gli incassi sono aumentati di quasi 50 milioni di euro – dai 126 milioni del 2013 ai 174 milioni del 2016 (+38%). Le forme innovative di promozione hanno riavvicinato gli italiani al proprio patrimonio culturale: la prima domenica gratuita del mese è ormai un appuntamento fisso per famiglie e turisti. Confrontando i numeri del 2016 con quelli pre-riforma del 2014 si riscontra che i visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono aumentati di 14.600 unita’ (pari al +7,5%); quelli del Museo Archeologico Nazionale di Napoli di 102.000 unita’ (+29,1%); quelli del Palazzo Ducale di Mantova di 157.100 unità (+76,2%); quelli del Museo Archeologico Nazionale di Taranto di 34.500 unita’ (+72%), anche la Galleria Estense, che ha riaperto nel maggio del 2015 a seguito della chiusura forzata causata dai danni del terremoto del maggio 2012, sta registrando numeri molto significativi: +7% di visitatori solo nell’ultimo anno.

Quanto ai ricavi, quelli del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria sono aumentati di circa 300mila euro; quelli del Museo Archeologico Nazionale di Napoli di circa 571.500 euro; quelli del Palazzo Ducale di Mantova di circa 880mila euro; quelli del Museo Archeologico Nazionale di Taranto di 102.730 euro; anche la Galleria Estense, che ha riaperto nel maggio del 2015 a seguito della chiusura forzata causata dai danni del terremoto del maggio 2012, sta registrando numeri molto significativi: +60% di ricavi solo nell’ultimo anno.