Vaticano, conferenza della Specola: fede e scienza non sono incompatibili

Lo scienziato e sacerdote George Lemaitre, di cui si celebrano i cinquanta anni dalla morte, è il “padre della teoria del Big Bang”, “ma è quasi misconosciuto perché non pubblicizzò la propria scoperta, che pubblicò su una sconosciuta rivista francese, mentre la comunità scientifica usava l’inglese”. Lo ha osservato Gabriele Gionti, gesuita e cosmologo della Specola vaticana, illustrando nella sala stampa della Santa Sede la conferenza internazionale della Specola vaticana in onore di Lemaitre, in corso da domani presso la Specola.

“Ricordare Lemaitre, famoso cosmologo e fervente cristiano, era un sacerdote, – ha commentato padre Gionti – è una buona occasione per l’osservatorio astronomico vaticano, fondato nel 1891 di fatto con impegno apologetico, per dimostrare al mondo che potevano esistere dei sacerdoti, allora non era affidata ai gesuiti, dei sacerdoti, che potessero essere insieme sacerdoti e buoni scienziati”. In seguito a tale osservazione di padre Gionti, si è discusso del rapporto tra fede e scienza. “Alla domanda su cosa accadrebbe se cadessimo dentro un buco nero, gli scienziati non sono ancora pronti a rispondere, ma ipotizzano, – ha osservato padre Gionti, – che tutto ciò che cade in un buco nero sarebbe distrutto, giacché all’interno di un buco nero lo spazio diventa tempo e il tempo diventa spazio”.

La conferenza scientifica dal titolo “Buchi Neri, Onde Gravitazionali e Singolarita’ dello Spazio-Tempo” (Black Holes, Gravitational Waves and Space-Time Singularities) si svolgerà da domani al 12 maggio presso la Specola Vaticana in Castel Gandolfo, per celebrare la figura di mons. Lemaitre. Presentata in sala stampa vaticana, oltre che da padre Gionti, da fratel Guy Consolmagno, gesuita, Planetologo, Direttore della Specola Vaticana; P. Gabriele Gionti, gesuita, Cosmologo, Specola Vaticana; Dr. Alfio Bonanno, Cosmologo, INAF, Osservatorio Astrofisico di Catania; Dr. Fabio Scardigli, Cosmologo, Politecnico di Milano.