Sono oltre tremila i casi di Morbillo in Italia dall’inizio dell’anno, poco meno di meta’ di tutti quelli che si sono avuti in Europa. Lo ha ricordato il bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato ieri. Secondo quanto riportato dal documento dallo scorso gennaio al 18 giugno i casi registrati sono stati 3.074. Di questi, 185 hanno riguardato neonati sotto l’anno di vita mentre 237 sono stati i casi tra gli operatori sanitari, ossia una categoria di lavoratori particolarmente a rischio di contagiare persone che presentano già altre malattie.
Quasi tutte le Regioni (18 su 21) hanno segnalato casi, ma il 91% proviene da sette: Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia. In particolare la Lombardia, dove oggi e’ morto un bambino per le complicazioni della malattia, i casi registrati sono stati 462. Rispetto ai 3.074 casi registrati nel 2017, l’eta’ media è di 27 anni, l’89% non era stato vaccinato, il 7% aveva ricevuto una sola dose di vaccino (non sufficiente ad assicurare copertura), il 35% ha avuto almeno una complicanza, il 40% e’ stato ricoverato, il 16% si e’ recato in pronto soccorso. Le complicanze più di frequente riscontrate sono state diarrea, stomatite, congiuntivite, polmonite, epatite e insufficienza respiratoria. I casi italiani, ha rilevato una lettera inviata dall’ufficio europeo dell’Oms, sono il 43% di tutti quelli che si sono verificati nella regione. Altri focolai importanti si sono verificati in 14 paesi, con il più importante in Romania.


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