Oltre tre quintali di pesci, soprattutto carpe e siluri, morti a causa “dell’anossia (mancanza di ossigeno, ndr) provocata dall’abbassamento del livello idrico, dovuto alla prolungata siccità e all’innalzamento della temperatura dell’acqua”. Questa la scena che si sono trovati davanti, dopo aver risposto alla “segnalazione di numerosi cittadini”, gli agenti della Polizia provinciale di Bologna. L’intervento, fa sapere la Città metropolitana, è stato effettuato nell’area fluviale del Reno a Bologna, in prossimità di via Chiarini.
Oltre ai numerosi pesci già morti, le guardie ne hanno trovati molti che “boccheggiavano in superficie”, e li hanno salvati ributtandoli in acqua. Al momento, precisa Palazzo Malvezzi, “si esclude come causa della morte dei pesci la presenza di sostanze inquinanti, visto che le acque erano limpide e il fenomeno si e’ verificato nei punti di maggior secca”. Da parte sua, il consigliere con delega alla Polizia provinciale, Marco Monesi, coglie l’occasione per “ringraziare i cittadini per la segnalazione”, e per “ricordare a tutti i fruitori delle aree fluviali e golenali quanto possa essere prezioso un avviso tempestivo alla Polizia provinciale: infatti– conclude Monesi- prima si interviene e maggiore è la possibilità di salvare la fauna che popola i nostri fiumi, e che inevitabilemente in questo periodo risente della penuria d’acqua”.





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