Clima: dal Parlamento Europeo ok al blocco delle emissioni

Il Parlamento europeo ha sostenuto il blocco alle emissioni delle nazioni Ue per rispettare gli impegni presi nell’accordo di Parigi sul Clima, nonostante la decisione del presidente americano Donald Trump di far uscire gli Stati Uniti dal patto. Il Parlamento ha votato a grande maggioranza (534 a favore, 88 contrari) obiettivi nazionali vincolanti per le emissioni a effetto serra in settori come il trasporto, l’agricoltura e la gestione dei rifiuti.

Il numero uno della Commissione europea Jean-Claude Juncker sbarra la porta al presidente Usa: “l’Ue – dice – non rinegozierà l’accordo di Parigi. Abbiamo passato vent’anni a negoziare, ora è il momento dell’azione”. Il passo indietro di Trump, chiosa Juncker, “non sarà la fine dell’accordo ma rendera’ il resto del mondo unito per la sua attuazione”. Il testo votato oggi, approvato con 534 sì, 88 no e 56 astensioni, impegna l’Europa entro il 2030 a tagliare le sue emissioni del 40% rispetto ai livelli del 1990.

Il provvedimento riguarda agricoltura, trasporti, edilizia e rifiuti, ossia i settori non coperti dal cosiddetto sistema ‘Ets’ (relativo invece a impianti industriali, produzione di energia elettrica e termica e operatori aerei). Campi, quelli del testo approvato in plenaria, che coprono circa il 60% delle emissioni totali dell’Ue. Per l’Italia la riduzione richiesta è del 33% rispetto ai valori del 2005. A perorare la causa di un impegno maggiore per il clima arrivano in aula anche Hilda Heine, presidente delle Isole Marshall, minacciate dall’innalzamento del mare, e il presidente della Costa d’Avorio Alassane Ouattara. “Siamo sempre stati all’avanguardia nella lotta al cambiamento climatico e vogliamo continuare a esserlo – spiega Tajani -, cercando di essere un punto di riferimento per tanti Paesi nel mondo”.