“Non mantenere oggi gli impegni” dell’accordo di Parigi Cop 21 significa “spingere 250 milioni di rifugiati climatici sulla strada dell’esilio”. Questo è l’avvertimento che il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha lanciato durante un dibattito all’Europarlamento sul Vertice europeo della prossima settimana, dopo la decisione del presidente americano Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo di Parigi sul Clima. Juncker ha ricordato che nel 2015 l’Europa ha attraversato la “più grave crisi” dei rifugiati dalla fine della Seconda guerra mondiale, quando più di un milioni di profughi, in gran parte siriani, sono arrivati nell’Unione Europea attraverso la rotta dei Balcani.
Ma “ora dobbiamo prevenire una crisi ancora più grave”, ha spiegato il presidente della Commissione. “La stabilità europea e mondiale dipende anche dal nostro sforzo nella politica di cooperazione e lotta al cambiamento climatico“, ha detto Juncker. “Non tutti i popoli sono uguali di fronte al cambiamento climatico”. Secondo il presidente della Commissione, “la parte più povera del mondo, che produce solo il 7 per cento delle emissioni, è la più vulnerabile”. Per Juncker, “ridurre gli stanziamenti per gli aiuti allo sviluppo o rimettere in discussione gli impegni presi alla Cop 21 significa assumersi una pesante responsabilità, danneggiando gravemente la stabilita’ mondiale”.


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