In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, a El Salvador è stato inaugurato il 5 giugno il XIII Congresso geologico 2017, evento – spiega 9Colonne – che si tiene per la prima volta nel paese e vede la partecipazione di geologi, vulcanologi, sismologi e archeologi provenienti da tutto il mondo che condivideranno le loro conoscenze e scambieranno le loro esperienze con gli studenti, i docenti e gli esperti nazionali e internazionali. Fino al 9 giugno, nell’universitá José Simeón Cañas (UCA) di San Salvador, avranno luogo sette lezioni magistrali e quattro aule tematiche dove i ricercatori nazionali ed internazionali presenteranno una vasta gamma di lavori e innovazioni tecnologiche su vulcanologia, geologia, idrogeologia, geotermia, mappe di pericolosità, sismologia, frane e archeologia.
Il Congresso si svolge nell’ambito del 100° anniversario della eruzione del San Salvador, inaugurando così anche la mostra temporanea Centenario dell’ultima grande eruzione del vulcano di San Salvador 1917-2017, a carico dell’archeologo Roberto Gallardo. La novità di questo Congresso XII sarà la trasmissione online delle lectio magistralis, per dare la possibilità di ascoltare a coloro che non hanno potuto iscriversi e frequentare, e per permettere a un pubblico più vasto di conoscere gli esiti delle ricerche presentate.
Le quattro aule tematiche sono state denominate: Boqueron, il cui oggetto centrale è la vulcanologia; Guaycume, dove si parlerà di sismologia; El Playon, dedicato a frane, smottamenti e geotecnica; Joya de Ceren, dedicato alla idrogeologia, monitoraggio dell’energia geotermica e altre questioni. L’ultimo giorno del congresso, i partecipanti potranno scegliere tra visitare due destinazioni, una il vulcano San Salvador, dove si può anche visitare il cratere, e il sito archeologico la Joya de Ceren. L’altra destinazione è il campo di impianto geotermico in Ahuachapán LaGeo, in modo da poter conoscere il processo di generazione dell’energia geotermica.
L’evento è stato inaugurato dalla Ministra dell’Ambiente e delle Risorse Naturali (MARN), Lina Pohl; il direttore del Museo Nazionale di Antropologia (MUNA), Jose Heriberto Cruz Erquicia; e il rettore della UCA, Andreu Oliva de l’Esperanza; contando inoltre con la presenza di rappresentanti dell’Agenzia Cooperazione Italiana allo Sviluppo, la Nuova Commissione Nazionale sulla Scienza e la Tecnologia (NCONACYT), l’International Cooperation Agency of Japan – JICA, il Ministero del Turismo (Mitur) e del Ministero della Cultura. Martedì, 6 giugno, il Prof. Giuseppe Giunta dell’Università di Palermo ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “L’evoluzione geodinamica della placca dei Caraibi e rischi naturali”.
La lezione del professore si è concentrata sulla descrizione della placca dei Caraibi da tre punti di vista: il passato, presente e futuro. Secondo il professore non si possono studiare i pericoli naturali senza avere una conoscenza del contesto geologico da una prospettiva storica di una regione. Lo studio geologico e la geodinamica sono estremamente importanti, è quindi fondamentale per conoscere il passato e il presente geologico in una regione e per interpretare la possibilità di un futuro fenomeno sismico. Questo non significa fare delle previsioni certe dei fenomeni naturali, piuttosto pensare possibili scenari di rischio.


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