Circa 1.200 campioni raccolti e archiviati dai ricercatori dell’università di Cagliari e raccolti oggi nella Banca del sedimento costituiscono il Dna geologico della spiagge del Golfo di Cagliari, da Villa d’Orri al Margine Rosso, nel territorio di Quartu Sant’Elena. Il team – si apprende – guidato da Sandro Demuro, docente di Morfodinamica e conservazione dei litorali, che ha tracciato questa mappa ha anche avviato una rete di monitoraggio basata su sistemi di misura, ad alta tecnologia, delle coste, delle masse d’acqua e dei fondali marini del golfo. Un lavoro monumentale, quello del progetto Tender Neptune dell’ateneo di Cagliari, i cui risultati sono stati presentati stamane nella Sala anfiteatro della Regione.
Durante la campagna, cui hanno concorso quattro laureandi e due dottorandi di alta formazione impegnati nelle rispettive tesi la Società Battellieri Cagliari ha sistemato boe attrezzate con correntometri e ondametri, anche sperimentali, costruiti dalla cooperativa Sardegna Progetta, entrambe imprese sarde ad alta specializzazione e partner del progetto. Stazioni di rilevamento video e meteo posizionate sulla sella del Diavolo e sull’Ospedale Marino, grazie agli spazi concessi da Marina militare e Assl di Cagliari) hanno rilevato importanti parametri, come la direzione e l’intensita’ del vento, fronti d’onda, zone di frangenza e sormonto delle onde.


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