Su quattro bimbi che hanno subito danni cerebrali durante il parto, nel Regno Unito, ben tre potevano essere salvati da una migliore assistenza medica. La cifra shock vene rivelata un report elaborato dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists, che ha esaminato 1.136 casi, relativi al solo 2015, di bambini nati nel Regno Unito che hanno subito danni cerebrali durante la nascita (854), o sono morti durante il parto (126) o nei giorni immediatamente successivi alla nascita (156). In particolare, dei 727 bambini di cui erano disponibili informazioni complete, il 76% potrebbe aver avuto un “risultato diverso con diverse cure”: ovvero 550 vite potevano essere salvate o migliorate. Mentre di 409 casi non si avevano sufficienti informazioni adeguate per un’analisi.
Il mancato o errato monitoraggio della frequenza cardiaca del bimbo durante il travaglio – spiega la ricerca – sembra esser stata la causa più frequente. Ma il rapporto cita anche il sovraccarico di lavoro imposta al personale. La relazione raccomanda che tutte le donne a basso rischio di complicanze siano valutate per verificare che monitoraggio fetale sia necessario fare; che il personale riceva una formazione annuale sul monitoraggio cardiaco del bambino e che un membro senior del personale mantenga la supervisione dell’equipe durante tutto il parto. Janet Scott, a capo della ricerca e prevenzione di Sands-Stillbirth and Neonatal Death Charity, si e’ detto “profondamente scioccato da questo inaccettabile tasso di carenza di precauzioni durante il travaglio”. Nell’ottobre 2016, il governo del Regno Unito ha lanciato un piano d’azione per la sicurezza della maternita’, con un fondo da 8 milioni per la formazione ad hoc.


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