Salute: attenzione alle bufale sulla donazione di sangue

Le sorprese del web non finiscono mai, dalle ‘catene di Sant’Antonio’ alla richiesta di donare sangue in occasione di interventi chirurgici di parenti, fino ad arrivare a ipotetici danni dalla donazione che arrivano al rischio impotenza, il ‘sistema sangue’ italiano ha molti falsi miti e ‘bufale’ da sfatare, che spesso mettono in confusione i donatori. Ha  l’Istituto Superiore di Sanità con la sua newsletter. Nelle sedi delle associazioni dei donatori – ha rilevato Cristiano Lena, responsabile della comunicazione Fidas – uno dei protagonisti del corso organizzato dall’Iss e dalla Federazione Nazionale della Stampa sul sangue, arrivano periodicamente segnalazioni di pazienti a cui viene chiesto di portare dei donatori di sangue per ‘rimpiazzare’ quello da impiegare per interventi chirurgici.

“La terapia trasfusionale, ossia il sangue di cui un paziente ha bisogno per i più svariati motivi, rientra tra i LEA, ossia i Livelli Essenziali di Assistenza – sottolinea però Lena – Quindi è garantita dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere neanche la compartecipazione di spesa”. Sono prive di veridicità anche le ‘catene di Sant’Antonio’ che invitano a donare, di solito per bambini con gravi malattie o per cause nobili come aiutare le popolazioni colpite dal terremoto. L’autosufficienza è garantita da scambi tra le regioni, e anche in caso di maxiemergenze è infatti pronto un piano specifico, che prevede che vengano utilizzate delle scorte accantonate.

Anche sul concetto di ‘sangue infetto’, sottolinea l’Iss, ci sono spesso convinzioni sbagliate. I casi che periodicamente si leggono sui giornali si riferiscono infatti al passato, mentre negli ultimi 15 anni non si è avuta nessuna segnalazione di infezione da HIV o epatite dovuta a trasfusioni. Fra i falsi miti più diffusi anche quelli sulle conseguenze delle donazioni, che secondo le segnalazioni raccolte dalle associazioni di donatori e dal Centro Nazionale Sangue passerebbero dalla perdita della vista per arrivare addirittura all’impotenza. L’ultimo rapporto del sistema di vigilanza ha segnalato appena 3,5 eventi avversi ogni mille donazioni, che nella quasi totalità sono semplici cali di pressione.