Dati e atti ufficiali -con riscontri oggettivi su effetti, evoluzione e i rischi che i terremoti possono avere in Basilicata, e in particolare per il centro Oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni sono al centro – si apprende – del progetto di sensibilizzazione e informazione promosso da Legambiente Matera denominato “Sbulloniamo, storia di asini, bulli e bulloni con un pizzico di geografia”. L’iniziativa, che prevede due appuntamenti a Matera il 7 e il 23 giugno e in seguito in altri centri dalla regione, prevede una narrazione, di cui il disaster manager Pio Acito sarà il cantastorie, con l’ausilio di pannelli che raffigurano storia e studi sui rischi di terremoti lungo la dorsale appenninica e in particolare in Val d’Agri. L’attività di sensibilizzazione si avvale anche dei suoni sulle onde telluriche, selezionate dall’esperto del settore Davide Sergio.
“Storia e dati – ha detto Acito – confermano che condizioni oggettive legate ai terremoti e in presenza di impianti come il Cova di Viggiano sono un pericolo per i territori e per le popolazioni. Il Cova va chiuso e sbullonato per lavorare, come è giusto che sia a un progetto di crescita sostenibile per la Basilicata”. La presidente di Circolo di Legambiente, Anna Longo, ha ribadito “la necessità che si faccia piena chiarezza e si individuino responsabilità nella vicenda petrolifera e sui rischi oggettivi che la Basilicata corre con il verificarsi di terremoti.” “Sottovalutare o ignorare questi fattori – ha aggiunto – significherebbe dare una immagine negativa, sul piano della sostenibilità e della cultura del territorio, in vista di Matera capitale europea della cultura 2019″.


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