Le onde formano la cornice bianca e nera. Al centro, la grande ancora con la punta anellata, circondata da due delfini e due nuotatori perfettamente speculari. Ai lati esterni, gruppi di tessere annerite e, poco piu’ in la’, macchie di materiale in ferro sciolto dalle fiamme. Quando il Vesuvio esplose nel 79 dopo Cristo, il bellissimo mosaico pavimentale era gia’ li’, nella villa di epoca romana ai piedi del vulcano. La scena marina “in cui sono rappresentati motivi decorativi presenti anche a Pompei” arricchiva l’impianto termale e ne delimitava il Calidarium, l’aula dedicata ai bagni caldi.
“Quando nel 1995 gli archeologi hanno scoperto il complesso antico, quei segni lasciati dal Vesuvio hanno reso possibile datare la Domus tra il I secolo avanti Cristo e l’inizio del I dopo Cristo. Ma con le testimonianze dell’eruzione, i danni subiti nei secoli dal pavimento musivo erano tutti li’, tra deformazioni e un dissesto strutturale che ne comprometteva l’integrita’. La Soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia ha cosi’ deciso di rimuoverlo e sistemarlo su sei pannelli. È cosi’ che il mosaico, grande circa nove metri quadri, e’ arrivato nei laboratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.”


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