”Gli Incendi sono devastanti per il suolo ma alla lunga, in un lasso di tempo di 10-15 anni, possono rendere i terreni piu’ fertili”. Lo ha detto all’ANSA la ricercatrice Anna Benedetti del Centro di ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo (Rps) del Crea, a proposito delle fiamme che stanno devastando gran parte del Paese, in particolare il Parco Nazionale del Vesuvio in Campania.
”In caso di un incendio su un terreno – ha spiegato Benedetti – gli indicatori hanno evidenziato una popolazione microbica nettamente ridotta, con una forte perdita di sostanza organica ed un’importante incapacita’ del sistema a conservare e a ripristinare la fertilita’ del suolo e il ciclo biogeochimico degli elementi; una situazione che pero’ entro 15 anni potrebbe invertirsi. Le ceneri infatti posate sul terreno costituiscono un ottimo fertilizzante apportando un buon numero di elementi nutritivi, primi tra tutti fosforo e potassio’‘.
La ricercatrice ricorda, a questo proposito, che nel parco Usa di Yellowstone Incendi causati da autocombustione e non certo dolosi, sono considerati come una sorta di ‘rinnovamento boschivo’, in grado di ‘nutrire’ il terreno. Attenzione, infine, avverte la ricercatrice, a come si spegne un incendio. ”Evitare sempre di usare acqua salata perche’ il sale penetrando nel terreno compie una sorta di tsunami, inibendo qualsiasi ricrescita”.


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