Le 4 pattuglie dell’Esercito da stamani impegnate nella sorveglianza dell’area vesuviana hanno individuato un nuovo fronte di fiamme sul Vesuvio. Si tratta, fanno sapere, di un focolaio robusto in una zona boschiva a ridosso di San Sebastiano al Vesuvio, le cui coordinate geolocalizzate sono state inviate alla Sala operativa dei vigili del fuoco e della Protezione civile.
Complessivamente, dopo la decisione ieri in prefettura di rimodulare il Reggimento Campania gia’ impegnato da giovedi’ nelle operazioni, sono 48 i militari che monitorano l’area sui 100 che compongono la forza dispiegata da tempo in regione per l’operazione di contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti. Dalle 6 di oggi sono di nuovo in volo i 3 Canadair e diversi elicotteri, e si stanno lentamente facendo progressi nel domare le fiamme dei tre grossi Incendi sul vulcano, anche se la situazione resta critica.
Per quanto riguarda i 4 focolai che bruciano da gioni (Ercolano, Boscoreale, Trecase e Terzigno), i vigili del fuoco ne hanno di molto ridotto il volume. Sono sempre impegnate 11 squadre sul campo, di cui una proveniente da Torino, e in molte zone si e’ in una fase pre-spegnimento, quando cioe’ con pale o attrezzi si solleva la cenere per vedere se al di sotto ci sono ancora carboni accesi. Solo dopo questi accertamenti, scatteranno i rilievi per comprendere origine e natura del rogo.
A preoccupare, ora, e’ anche la cappa di fumi caldi e afa che si e’ creata e che si sposta verso Napoli, gia’ ieri raggiunta da odore acre e ceneri; puo’ infatti creare problemi, associata come e’ alle temperature elevate di questi giorni. La speranza e’ che sia dispersa dai venti in quota.


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