Siccità, Galletti: “Abbiamo evitato il peggio, adesso il Campidoglio faccia il suo”

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“Oltre ai disagi, nella Capitale ci sarebbero stati grossi problemi su vari fronti, a partire da quello sanitario e di rischio, visto che non sarebbero stati funzionanti neanche gli impianti antincendio. Peraltro in un momento in cui c’è un forte allarme di questo tipo nel Paese”. Così ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, in un’intervista a Il Messaggero, il giorno dopo l’accordo con la Regione Lazio che ha scongiurato il razionamento dell’acqua a Roma.

Il ministro ha poi sottolineato : “Non voglio dare la colpa a nessuno. Dico solo che adesso è il momento di intervenire: il Comune si assuma le sue responsabilità perché noi ci siamo prese quelle di altri”. In particolare il Comune di Roma, che è proprietario del 51% di Acea, “dovrebbe intervenire su tutte le captazioni dal lago che oggi non sono monitorate. Infatti nell’ordinanza c’è anche una diffida al Campidoglio, affinchè intervenga su questo fronte”.

Per quanto riguarda l’iter per lo stato di emergenza a Roma, il ministro ha spiegato che “noi continueremo, come è stato detto in consiglio dei ministri, a istruire la richiesta di stato d’emergenza presentata dalla Regione. Per il 4 agosto è già stato convocato l’Osservatorio e in quella sede faremo il punto della situazione. Se ci saranno le condizioni, niente esclude che venga dichiarato lo stato d’emergenza, come è già successo per Parma e Piacenza”.

“Voglio ringraziare il presidente Zingaretti per l’assunzione di responsabilità che ha dimostrato emanando quest’ordinanza. Abbiamo lavorato molto insieme, in questi giorni, e abbiamo trovato una soluzione che evita ai cittadini di Roma un disagio evidente, ed evita che alla Capitale d’Italia di esporsi al ridicolo in tutto il mondo. Questo è il risultato più importante”.