Siccità, la Sicilia si scopre vulnerabile: il 57% è a rischio desertificazione

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Cambiamenti climatici, pratiche agronomiche inadeguate e siccità mettono a repentaglio l’agricoltura siciliana: i dati della Regione dimostrano che il suolo siciliano è fortemente compromesso. Secondo la carta della Vulnerabilità, a rischio desertificazione e’ il 56,7% del territorio e di questo il 35% presenta un’alta criticita’. La fertilita’ (la dotazione media di carbonio) dei suoli siciliani e’ ben al di sotto della soglia accettabile (secondo la Banca dati geografici dei suoli della Sicilia) a causa di pratiche agronomiche inadeguate.

Le emissioni di CO2 delle attività  agricole contribuiscono per il 4% alle emissioni nazionali di cui ben il 45% risulta essere prodotto dai suoli agrari, a cui si aggiunge uno 0,1% prodotto dalla combustione dei residui colturali del grano (dati Psr Regione Sicilia). Una tendenza decisamente preoccupante che puo’ pero’ essere contrastata con una tecnica estremamente efficace: la semina diretta. Si tratta di una tecnica di agricoltura conservativa che prevede la semina su terreno non arato.

Praticata da diversi anni, raggiunge in Italia circa l’1% della superficie utilizzata, mentre nel mondo copre una superficie pari quasi a tutto il Mar Mediterraneo. La semina diretta e’ la massima espressione tra le tecniche finalizzate alla difesa del territorio, si effettua su terreno non lavorato senza arrecare alcun disturbo al suolo e comporta indiscutibili vantaggi di carattere economico, dato che si eliminano tutti i costi relativi alle lavorazioni del terreno, agronomico, perche’ si ricostruisce la fertilita’ del terreno e, ovviamente, ambientale. Per diffondere la conoscenza di questa tecnica tra gli agricoltori siciliani e sostenerli nel percorso di avvicinamento a questa tecnica Semina Diretta 2.0 no profit, in collaborazione con Federsicilia, ha organizzato il primo corso di formazione sulla semina diretta, previsto dalla misura 10.1f del Psr della Regione Sicilia che partira’ nel mese di ottobre.

La Regione siciliana ha evidenziato la “necessita’ di adottare pratiche agricole sostenibili per frenare la folle corsa alla desertificazione provocata, in parte, anche dalle arature, sostenendo economicamente quegli agricoltori che si dimostrano sensibili ai temi ambientali. Il corso sara’ suddiviso in due fasi e prevede una sezione in aula ed una in campo. La prima parte si terra’ all’inizio di ottobre, giusto in tempo per le semine, per valutare in aula e in campo le migliori strategie di semina in funzione del terreno, della copertura del suolo e degli input aziendali, mentre la seconda partira’ in gennaio, quando ci si preparera’ ad affrontare il delicato periodo che portera’ alle trebbiature.”