Siccità, lago di Bracciano: Roma non resterà senza acqua, ma è polemica

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“Nessun razionamento dell’acqua, la Regione Lazio aiuta Roma e scongiura disagi e problemi per i cittadini. Quando c’è un problema puoi fare due cose: dire che è sempre colpa di qualcun altro oppure risolverlo. Noi siamo dalla parte della soluzione”. Roma è salva, i romani possono tirare un sospiro di sollievo e archiviare il paventato razionamento dell’acqua come ha assicurato in serata il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, archiviando temporaneamente la crisi idrica che si è aperta nell’ultima settimana dopo che la regione stessa aveva imposto uno stop ad Acea Ato 2 ai prelievi dal Lago di Bracciano ormai al di sotto dello zero idrometrico.

Una vicenda che ha catalizzato l’attenzione non solo dei romani, diretti interessati di questo possibile ed eventuale disservizio, vicenda sulla quale la Regione Lazio è intervenuta – come spiegato da Zingaretti in questi giorni – perché necessario visti i vincoli imposti dalle legge oltre agli appelli recepiti dalla Regione che da mesi raccoglie le voci dei comitati e dei Comuni del Lago. Ma è oggi che si è consumato l’ultimo atto, per ora, della crisi idrica a Roma e della sofferenza del Lago di Bracciano. Era stato chiaro stamattina il governatore.

“Stiamo cercando con il governo una possibile soluzione per porre rimedio a un danno e a una situazione drammatica non creata da noi, ma che noi abbiamo denunciato e segnalato e sulla quale il tribunale delle acque ci ha dato ragione” aveva detto ai cronisti, lanciando un avvertimento a chi è responsabile dell’erogazione dell’acqua a Roma e al sindaco della Capitale Virginia Raggi: “Abbiamo un problema, le perquisizioni di ieri hanno confermato che esiste un problema grave” ha detto riferendosi alle perquisizioni nella sede di Acea Ato2. “Grazie alla sensibilità del Governo stiamo cercando un modo per affrontare una situazione di emergenza e per risolvere un problema che, altri in maniera spesso irresponsabile o deresponsabilizzandosi, hanno creato. Poi di questo avremo tutto il tempo per discuterne in maniera molto seria” aveva promesso.

E dopo un pomeriggio di dichiarazioni e comunicati da parte del M5s e della Raggi che aveva affermato di essere intervenuta per prima sulla questione del Lago di Bracciano, Zingaretti ha risposto non lasciando spazio a dubbi: “Il sindaco di Roma è anche azionista maggioranza di Acea e sindaco della Città Metropolitana. Ho letto le sue ultime dichiarazioni e anche in questa occasione ha confermato di essere troppo abituata a scaricare le responsabilità sugli altri e non assumersi le proprie. Attenzione se si continua così Roma rischia di morire”.

Una serie di accuse puntuali. “Non posso che dire che sono davvero addolorato di questo continuo e, a questo punto, inspiegabile e irresponsabile, atteggiamento da parte del sindaco di Roma e proprietario dell’ente gestore e sindaco della Città metropolitana, di scaricare le responsabilità su tutti i temi dell’agenda di governo della Capitale del Paese”.

“Non assumersi le proprie responsabilità spesso rappresenta – ha detto Zingaretti questa sera – la radice dei problemi che si creano. Noi abbiamo anche in questo caso segnalato da giorni un problema non creato da noi, ma da questa assenza di responsabilità e anche con questo atto tentiamo di risolverlo tutelando il lago di Bracciano, irresponsabilmente l’amministrazione comunale ha spinto per poter sospendere totalmente l’ordinanza che vieta le captazioni e al tempo stesso ci siamo fatti carico dell’ammissione dell’ente gestore delle risorse idriche di non poter garantire l’approvvigionamento idrico della rete ospedaliera della Capitale”.

Di qui un ringraziamento a chi, per il governatore, si è adoperato per risolvere la crisi, Campidoglio assente. “Voglio ringraziare il presidente del consiglio dei Ministri Gentiloni che con discrezione e grande attenzione ha seguito l’evolversi della crisi e ringrazio di cuore il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che è stato vicino a Roma in maniera non formale, concreta e fattiva in questo periodo molto complicato“.

E poi la soluzione per evitare che i romani restino ‘a secco’. “Abbiamo emesso una nuova ordinanza che conferma il blocco delle captazioni dal 1 settembre e introduce solo la possibilità di una captazione minima di 400 litri al secondo fino al 10 agosto e di 200 litri al secondo dall’11 agosto alla fine del mese” con la precisazione che “è stato rinnovato alla città metropolitana l’esigenza di azzerare le captazioni delle piccole derivazioni di competenza della ex Provincia di Roma, oggi Città metropolitana, e di fornire i dati relativi ai soggetti attualmente autorizzati ad attingere alla risorse idriche del lago di Bracciano, operazione da compiere entro tre giorni” e in aggiunta una intimazione “a Roma Capitale ad eseguire azioni volte al risparmio idrico e ad Acea Ato 2 di rappresentare un piano di riduzione delle perdite che preveda adeguate forme di controllo da parte della Regione Lazio”, una diffida che chiede a Raggi e ad Acea Ato 2 dei passi precisi e puntuali da compiere. I romani nel frattempo possono tirare un sospiro di sollievo con il pensiero, però, al Lago di Bracciano.