Siccità, Utilitalia: “Oltre l’emergenza serve la visione a breve e lungo termine”

“Il Paese sta vivendo una grave emergenza idrica. Sin troppo facile identificarne le cause: numerosi anni di investimenti insufficienti su reti ed impianti, oltre ad un assetto di governo del settore che ancora fatica ad adeguarsi a quanto previsto dalle leggi vigenti, come ha anche oggi ricordato il Ministro Galletti, producendo inefficienze e rimpallo di responsabilita'”. Cosi’ Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia (la federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) sulla siccità.

“Ma proprio in momenti come questi – afferma Valotti – e’ fondamentale concentrarsi sulle cose che si possono fare subito e che si dovranno fare nei prossimi mesi, ed anni. Come ci ha indicato il Presidente Mattarella, il nostro Paese ha le risorse per uscire dall’emergenza ed e’ fondamentale far capire questo ai cittadini piuttosto che trasmettere ansia ed allarmismo”.

“Il sistema delle imprese – continua il presidente di Utilitalia – e’ pronto a fare la sua parte, con tecnologie e processi industriali gia’ applicati con successo in molte aree del Paese, dando il proprio contributo sia nel breve periodo che nell’elaborazione di una strategia e di un Piano di interventi di ampio respiro, tale da evitare il riproporsi delle emergenze”. Utilitalia rilancia la proposta di una Strategia Idrica Nazionale (SIN) che come per l’energia, veda partecipi tutti i soggetti, a qualsiasi titolo coinvolti e interessati nella tutela e gestione della risorsa idrica, integrandosi anche con le strategie in campo ambientale.

“E’ necessaria, innanzitutto, una riflessione organica su tutti gli usi dell’acqua: agricoli, industriali e civili – osserva Valotti – vanno poi prese in considerazione tutte le fasi del ciclo dell’acqua: esiste sicuramente un problema di perdite di rete, ma non meno importante e’ aumentare la capacita’ di captazione attraverso nuovi impianti, cosi’ come valorizzare il riuso dell’acqua dopo la fase di depurazione”.

“Di certo, come ha ricordato il Presidente della Repubblica, anche se non esistono soluzioni immediate – conclude Valotti – tutti abbiamo il dovere di mettere in campo urgentemente la progettualita’ necessaria a generare soluzioni stabili nel tempo. Cominciamo a diffondere le migliori esperienze, ad esempio in tema di geolocalizzazione delle perdite, ammodernamento dei sistemi di irrigazione, applicazione delle tecnologie disponibili per limitare i consumi inappropriati, valorizzazione delle acque risultanti dai processi di depurazione. Allo stesso tempo, assumiamo un orizzonte di medio periodo, almeno decennale, definendo un Piano di investimenti di ampio respiro e le relative priorita’, immaginando un assetto industriale del settore che valorizzi operatori efficienti e competenti; educando, infine, cittadini ed imprese ad un uso responsabile del bene acqua”.