Terremoto, Castelli: “Dov’era com’era è una frase pericolosissima e fuorviante. E’ come il metadone”

“Dov’era com’era è una frase pericolosissima e fuorviante. E’ come il metadone”. Così il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, parlando del post terremoto al seminario della Fondazione Symbola apertosi oggi a Treia (Macerata). ‘‘La questione appenninica – prosegue Castelli deve essere una questione nazionale. Il sisma non può essere trattato come un incidente stradale, del tipo, ‘ti ripago il danno, e siamo a posto’. Abbiamo una ricchezza che non può essere dismessa, sarebbe un genocidio culturale”.

Secondo Castelli i Comuni ”sono antenne all’interno di una strategia. Le nostre aree sono tante belle, ma ci dobbiamo vivere da uomini moderni”. Per l’architetto Pippo Ciorra, dell’Università di Camerino, curatore della sezione Architettura del MAXXI, “La cosa peggiore sarebbe com’era dove non era. Un incubo per gli architetti. Ma si può progettare il futuro dentro le aree perimetrate? Ovviamente no. Qualcuno deve dare una visione”. “Le aree interne delle Marche funzionano – ha concluso – se funziona bene la costa”.