Terremoto, Ceriscioli: “Città Creative Unesco per la ricostruzione, a San Ginesio un progetto sperimentale”

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“Dalle Città Creative Unesco possono venire strumenti e modalita’ per ripopolare l’Appennino devastato dal Terremoto. L’idea di far tornare le persone e’ stato il marchio di fabbrica della ricostruzione fin dal primo giorno”. Cosi’ il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli durante la sessione di Fabriano di “Rinasco, le Citta’ Creative per l’Appennino”, evento organizzato da FondazioNe Merloni e Rete Citta’ Creative Unesco.

Secondo Ceriscioli, il sisma ha fatto da “catalizzatore” a una serie di difficolta’ gia’ presenti nelle aree interne marchigiane, “in grado di accelerare in modo drammatico lo spopolamento di quelle aree”. “La creativita’ – ha spiegato – e’ la dimensione giusta che ci permette di immaginare, proporre, offrire quello che sino ad oggi non c’e’ stato. E’ una chiave di lettura che permette di coniugare importanti risorse statali (lo Stato ci ha dato in questo evento finanziamenti straordinari) e capacita’ di innovare, di cui la creativita’ in questo caso e’ strumento”.

La città di San Ginesio (Macerata), scelta per un progetto sperimentale, “e’ un luogo-simbolo che rappresenta tutte le localita’ colpite. Bisogna trovare forme nuove – ha insistito il governatore – per citta’ creative. Il network puo’ dare un contributo significativo perche’ propone strumenti e metodi in grado di far restare o tornare le persone nelle zone terremotate”.

Secondo Francesca Merloni, della Fondazione Merloni, focal point di Fabriano Citta’ Creativa Unesco, il sisma offre l’occasione di riflettere su “una ricostruzione 4.0”. Peraltro – ha ricordato – la Fondazione e le Citta’ Creative italiane spesso si sono interrogate sul modello di cittò “che vogliamo, una citta’ ideale, ma anche un luogo comune nel senso di luogo della comunità. San Ginesio diventera’ un laboratorio della ricostruzione con dieci progetti specifici”.