Terremoto, la Regione: “Sono circolate ‘bufale’ sul progetto Castelluccio”

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A Castelluccio di Norcia non verrà costruito alcun centro commerciale, tanto meno sul Pian Grande. La Regione smentisce, definendole ‘bufale‘, le notizie che si sono diffuse nei giorni scorsi riguardo al progetto dell’architetto ambientalista Francesco Cellini per la delocalizzazione delle attività produttive del borgo gravemente colpito dal sisma.

Si tratta di un progetto temporaneo quasi interamente finanziato dalla Protezione civile, con il contributo della Nestle’-Perugina, come ha spiegato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, durante la conferenza convocata per illustrare nel dettaglio il progetto.

La scelta di una “riqualificazione ambientale” per le ex cave di Castelluccio – e’ stato spiegato – è stata l’alternativa all’installazione di 26 container per ospitare le attivita’ economiche ferme dal 26 ottobre, che hanno urgenza di ripartire. “La bufala giornalistica ci serve come occasione per spiegare cosa si sta facendo a Castelluccio“, ha esordito Fabio Paparelli, assessore regionale allo Sviluppo Economico, chiarendo che “non si tratta di centri commerciali di nessuna natura ma si sta parlando di delocalizzazione delle attività produttive che non sono in grado di operare, affinché possano continuare a lavorare in strutture temporanee finché non saranno ricostruite quelle originarie, secondo le norme del decreto Terremoto”.

Paparelli ha quindi fatto un elenco di ‘no’: “Non sarà un centro commerciale, non ci sarà cemento, non sorgerà alcuna struttura sul Pian grande, non sarà permanente”. Il progetto, che verrà illustrato ufficialmente il 28 luglio nella cava dismessa, ospiterà un bar, i ristoranti e i tre caseifici del borgo ed e’ stato concordato con la comunita’ di Castelluccio.

“Non è vero che c’è fretta particolare per fare qualcosa a Castelluccio – ha proseguito Paparelli – anzi, rispetto ad altre delocalizzazioni richiedera’ qualche settimana in piu’, ma c’è l’esigenza che queste attività possano riprendere quanto prima”. “La polemica non e’ suffragata da atti concreti e da fatti – ha affermato invece la Marini – a differenza di altri interventi di Protezione civile, per la delicatezza del luogo, a Castelluccio non potevamo intervenire con quei moduli compatibili con altre zone delle 4 regioni colpite. Abbiamo usato un’attenzione ai luoghi diversa e distinta da quella utilizzata per un’ area industriale”