“Non possiamo sfidare la natura con nuovi cantieri, ai piedi delle frane, come quelli che vedo in val Boite e, in particolare, tra San Vito di Cadore e Borca di Cadore. Possono essere anche regolari, ma certo destano perplessita’ le nuove costruzioni in siti a rischio”.
A dirlo, a margine dell’inaugurazione di una nuova area camper in Consiglio, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Faccio un appello alle amministrazioni comunali affinche’ vigilino sulla costruzione di strutture compatibili con l’ambiente. Percorrendo la strada Alemagna, lungo la Val Boite, io continuo a vedere gru sotto le aree delle frane a Borca di Cadore, San Vito, nei pressi di Cortina. Ricordo solo che a San Vito di Cadore 200 anni fa sono morte 247 persone; quello e’ tutto un versante in movimento”, ha aggiunto.
“Non possiamo sfidare la natura e bisogna cominciare a dire qualche no. Non si puo’ sempre pensare che davanti ad una montagna che si sta muovendo, e noi sappiamo che lo sta facendo, si possa continuare a costruire”, ha detto ancora Zaia portando ad esempio frana di Borca di Cadore.
“E’ una montagna nella montagna che viene giu’. Prima o poi e’ ovvio che andra’ verso il Boite“, ha spiegato, concludendo di sperare che arrivino le opere per la messa in sicurezza della localita’ di Acquabona, “facendo in modo che la frana, se cade, vada sopra la Statale Alemagna e si possa transitare sotto con una galleria paramassi“.


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