Enel: “Centrali termoelettriche chiuse entro il 2035, saremo carbon free con 10 anni di anticipo”

MeteoWeb

“Abbiamo dichiarato un obiettivo di generazione ‘carbon free’, cioe’ a emissioni zero, entro il 2050. Molto probabilmente raggiungeremo il target prima: Enel Green Power ha costruito un modello di business che nel 2017 ci consentira’ di istallare 2.500 megawatt di potenza aggiuntiva. Il nostro gruppo ha in esercizio 48.000 megawatt di generazione convenzionale: con questo tasso di sostituzione, Enel e’ in grado di chiudere l’intero parco termoelettrico in meno di 20 anni, attorno al 2035”. Lo afferma l’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, in un’intervista al Sole 24 Ore.

“Recenti ricerche mostrano come ormai sia piu’ conveniente costruire un impianto rinnovabile nuovo piuttosto che tenerne in esercizio uno di generazione termoelettrica gia’ ammortizzato. Questo implichera’ un’accelerazione nel processo di spegnimento degli impianti convenzionali, riducendo le emissioni”, osserva Starace.

“Penso che per questo motivo gli obiettivi di Parigi sul clima saranno raggiunti in anticipo. Tanto che presto darsi target sulla riduzione della Co2 non avra’ piu’ senso, perche’ sara’ un processo naturale guidato da una convenienza economica”. Sulla nuova Strategia energetica nazionale, “mi sembra che i target previsti per la generazione rinnovabile in Italia, tra il 48 e il 50% entro il 2030, siano un po’ timidi. Si potrebbe andare oltre il 50%, anche se comunque questo il mercato lo fara’ in modo autonomo. E’ pero’ un po’ un’ occasione persa in termini di programmazione, anche in tema di efficienza energetica”, dichiara Starace.

“Quanto al gas, credo che per rendere piu’ sicuro e flessibile l’approvvigionamento, varrebbe la pena puntare con piu’ decisione sulla realizzazione di qualche rigassificatore. La visione in base a cui il phase-out del carbone implichera’ un incremento del ruolo del gas, anziche’ delle rinnovabili, riflette un’impostazione europea che a mio avviso rischia di non essere lungimirante”.

Nell’intervista, Starace ribadisce la contrarieta’ a una eventuale fusione tra Tim e Open Fiber: “Quale sarebbe l’interesse per Enel e suoi azionisti di possedere una quota del 5% della societa’ post-fusione? Enel non ha come scopo l’investimento passivo finanziario in una societa’ che opera in un settore dal quale, tra l’altro, il gruppo e’ uscito qualche anno fa”, rileva. “Rimarremo nel capitale di OF per un considerevole numero di anni. Non pensiamo di uscire”.