Siccità: dal Lago di Bracciano spuntano altri residuati bellici

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Ordigni bellici o residuati della Seconda Guerra mondiale continuano ad affiorare dalle rive del Lago di Bracciano, provato dall’ondata di siccità e con il continuo abbassamento del livello delle acque. A denunciarlo da giorni sono cittadini, residenti e velisti sui social network ed in un passaparola che prova a coinvolgere i comitati e le associazioni che nelle ultime settimane hanno manifestato in favore dello specchio lacustre. L’ultimo “ritrovamento” è stato registrato a pochi metri dallo scivolo delle barche del circolo velico AVB – associazione velica Bracciano.

Il marinaio Altin chiarisce: “Domenica scorsa sono stati chiamati carabinieri e vigili urbani – si spiega – ed è stata delimitata l’area con del nastro rosso e bianco e delle transenne. In ogni caso comunque per motivi di sicurezza abbiamo annullato tutti i corsi di questa settimana ed aspettiamo che i militari o qualcuno si faccia vivo. La nostra paura – si aggiunge – è che nessuno faccia nulla per altri giorni”.

Nelle scorse settimane era stata trovata una presunta bomba a mano inesplosa sulla vicina spiaggia di Santo Celso. L’istruttore di vela Giovanni spiega: “Ma si è dovuto aspettare diversi giorni prima che qualcuno la portasse via. Le acque in ritirata e la recente tramontana possono aver smosso fondali prima non raggiunti dal moto ondoso e potrebbero favorire il movimento di questi vecchi ordigni“. Alcuni giorni fa i carabinieri nella zona di Vigna di Valle ne hanno fatto ‘brillare’ uno. “Aspettiamo che anche stavolta intervengano”, si aggiunge. Il turismo ormai è compromesso. “Tanta gente non viene più. A causa dell’abbassamento del livello delle acque sugli arenili infatti si stanno depositando detriti e carcasse di animali”.