Siria: l’Isis controlla ancora il traffico di tesori archeologici

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“L’Isis sta perdendo sul campo, purtroppo però per debellare una delle sue peggiori eredita’ ci vorranno probabilmente ancora diversi anni. L’esercito iracheno ha recentemente dichiarato la sconfitta dei miliziani a Mosul, e allo stesso tempo a Raqqa, la capitale, gli uomini di Al Baghdadi sono cinti d’assedio dalle Syrian Democratic Forces, con il sostegno dei bombardamenti aerei della coalizione.

Tuttavia ciò non ferma uomini come Muhammad Hajj al Hassan, 28 anni, siriano: un trafficante di reperti archeologici, bene comune e preziono in uno degli angoli piu’ ricchi di storia di tutta la Terra. Anzi, si sta per aprire una seconda fase nel traffico di tesori archeologici: dalla semplice razzia fatta dagli uomini dello Stato Islamico, e successiva rivendita quasi all’ingrosso, ad uno smercio piu’ mirato, piu’ discreto e quindi anche piu’ difficile da stroncare.

Uno spazio in cui prosperano uomini come al Hassan, che non a caso racconta di essere stato contatatto sin dal 2015 da esponenti dello Stato islamico perche’ si occupasse proprio della vendita di reperti provenienti da alcune tra le aree di scavo piu’ ricche del paese.”

“Una volta trafugati, questo tipo di beni entra in un mercato grigio, avvolto nella completa segretezza”, spiega al Wall Street Journal l’archeologo Michael Danti, che dirige il Cultural Heritage di Boston e ha un ruolo da consulente del Dipartimento di Stato proprio sul traffico di antichita’. “Si tratta di un problema con cui faremo i conti per anni”.