Terremoto Centro Italia, Ingv: “La vulnerabilità degli edifici tra le cause dei danni”

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“La direttività della sorgente sismica, l’elevata vulnerabilità sismica degli edifici in alcune aree, gli effetti locali di amplificazione”. Queste le fondamentali cause degli effetti disastrosi del Terremoto nel Centro Italia. Lo si evidenzia nel Rapporto dell’Ingv a un anno dal Terremoto di Amatrice-Visso-Norcia. Secondo l’Ingv la “direzione in cui si sono propagate le rotture dei singoli segmenti di faglia durante gli eventi principali, il materiale da costruzione tradizionale e gli effetti locali di amplificazione hanno amplificato lo “scuotimento sismico” del sisma che ha distrutto alcuni comuni del centro Italia. “La stessa Amatrice – si legge – e alcune sue frazioni ubicate a nord e a est del capoluogo ai piedi della Laga sono caratterizzati da un’elevata vulnerabilità che è stata ulteriormente aggravata dall’amplificazione sismica dovuta alla presenza di sedimenti quaternari recenti e incoerenti su cui questi paesi erano stati costruiti”.

Nell’area di Amatrice e a Pescara del Tronto già a seguito del Terremoto del 24 agosto si sono raggiunti effetti pari al grado 10 EMS (una scala utilizzata per misurare i danni di un sisma, ndr), che si sono aggravati dopo gli eventi del 26 e soprattutto del 30 ottobre, fino a toccare il pieno grado 11 EMS. Effetti di questa gravità – ancorche’ “cumulati” a causa delle ripetute, violente scosse – non si osservavano nel nostro paese da oltre un secolo, cioe’ dai tempi dei famosi e catastrofici terremoti del 28 dicembre 1908 a Messina-Reggio Calabria e del 13 gennaio 1915 nella Marsica (Abruzzo).