Terremoto, Italia nostra Macerata: “Che sta succedendo?”

Dopo Titti Postiglione (ex direttrice dell’ufficio emergenze della protezione civile) e Fabrizio Curcio (ex capo della protezione civile) anche Vasco Errani molla”. Lo rileva in una nota la sezione di Macerata di Italia nostra, che si chiede “cosa sta succedendo?”. La fase emergenziale “non e’ affatto terminata”, sostiene l’associazione ambientalista.

“Fra qualche giorno sara’ passato un anno dalla prima scossa di terremoto e questi sono i numeri relativi alle Marche – elenca la nota – sono da compiere ancora 18 mila sopralluoghi per la verifica dell’agibilita’ di edifici danneggiati (a gennaio ne erano oltre 60.000); piu’ di 800 mila tonnellate di macerie presenti sul territorio di cui ne son state rimosse solo 63 mila; 30 mila gli sfollati, ancora quasi tutti in Cas (contributo autonoma sistemazione) o in albergo, sulla costa; 2.045 sono le casette di legno richieste, 26 quelle consegnate. Anche il Parlamento ne ha preso atto: con il recente decreto per il sud lo stato di emergenza e’ stato protratto dal 9 agosto 2017 al 28 febbraio 2018”.

Italia nostra denuncia il “clima di incertezza” provocato da “notizie difficilmente verificabili” che “non fa che creare ulteriori preoccupazioni ad un territorio profondamente provato ma che sta tentando, nonostante tutto e con le proprie forze, a rialzarsi. Spazzare via tale indeterminatezza sarebbe un atto di vicinanza, reale e non di facciata, nei confronti delle popolazioni colpite. E dei sindaci, di fatto abbandonati a loro stessi nel tentativo vano di dar risposte credibili”.

L’associazione ambientalista si appella a Postiglione, Curcio e Errani per fare “chiarezza”. “Piste ciclabili al posto di interventi di ricostruzione; presentazioni di centri commerciali e inaugurazioni di ristoranti realizzati in citta’ deserte da ricostruire; insulti a terremotati che partecipano ai lavori del consiglio regionale. Saremo ripetitivi – concludono -, ma una risposta sarebbe utile”.