Ambiente, Papa Francesco: “La desertificazione quasi come una malattia fisica”

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Stiamo vivendo una “grave crisi ecologica”. Papa Francesco, attraverso il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha inviato un messaggio ai partecipanti alla 13esima Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione sulla lotta alla desertificazione, in corso a Ordos (Mongolia). “Sua Santità è lieto che la Conferenza si preoccupi di risvegliare l’interesse e l’impegno dei giovani per la grande impresa di trasformare i deserti in giardini, ed è fiducioso che essi alzeranno la loro voce nel fare appello ad una più coscienziosa attuazione delle risoluzioni della comunità internazionale a questo proposito”, si legge nel messaggio.

“Nella sua enciclica sulla cura della nostra Casa Comune, papa Francesco – ricorda ancora il messaggio pontificio – ha notato che, a causa dei legami di solidarietà che uniscono tutti i membri della famiglia umana, ‘posiamo considerare la desertificazione del suolo quasi come una malattia fisica’, che colpisce ciascuno personalmente. Egli inoltre osservò nel suo messaggio Urbi et Orbi della Pasqua 2013 quanto ciascuno debba attraversare il deserto interiore, quella desertificazione interiore radicata nell’incapacità di amare Dio e il prossimo, e nell’abbandono del nostro ruolo di guardiani di tutto ciò che il Creatore ci ha affidato e continua a darci in ogni epoca”.

“Per questa ragione, – sottolinea il messaggio firmato da Parolin – Sua Santità esprime la sua speranza che la Conferenza, nel trattare specifici argomenti ed obiettivi, sia guidata da un approccio integrale che unisca il tema della desertificazione al più ampio tema etico della povertà, del sottosviluppo e della giustizia tra le generazioni, che determina la salute complessiva, spirituale e morale della nostra comunità globale. Papa Francesco, fervidamente incoraggia gli sforzi della Conferenza volti a permettere dovunque ai nostri fratelli e alle nostre sorelle di vivere in pace e sicurezza, a contribuire con i loro mezzi al bene comune e a sviluppare integralmente il loro potenziale”.